mercoledì 8 maggio 2013

LAVORO SFRUTTATO. BANGLADESH. REDAZIONE, Bangladesh, sono più di 800 i morti nel crollo dell'edificio a Dacca, LA REPUBBLICA, 8 maggio 2013

BANGLADESH - Il bilancio delle vittime del crollo del Rana Plaza, la fabbrica di nove piani crollata quindici giorni fa nella periferia di Dacca in Bangladesh, ha superato le ottocento vittime. Lo ha fatto sapere oggi portavoce dell'unità di crisi dell'Esercito bangladese che coordina le operazioni di ricerca, tenente Mir Rabbi, dopo la scoperta nella notte di martedì di altre decine di corpi e la morte di tredici persone ricoverate in ospedale. E' la tragedia con più vittime nella storia del Paese




Nel complesso del Rana Plaza, che ospitava diverse fabbriche a basso costo di vestiti, una banca e un centro commerciale, al momento del crollo si trovavano circa tremila persone. I sopravvissuti sono circa 2500, ma le autorità fanno sapere che si continuerà ancora a scavare tra le macerie, perché finora i soccorritori sono arrivati al terzo piano del palazzo. Il bilancio sembra dunque destinato ad aumentare. Infatti, come spiegano dall'unità di crisi "non abbiamo ancora liberato i piani inferiori, siamo circa al 70% dei lavori e quindi è probabile che troveremo altri corpi". Ipotesi confermata dall'odore di cadaveri in decomposizione che sale dalle macerie liberate dalle gru e dai bulldozer, un odore così forte da costringere i soccorritori a lavorare con delle mascherine.

Finora nell'inchiesta sulle responsabilità del disastro sono state arrestate dodici persone, tra cui il proprietario del Rana Plaza e delle fabbriche tessili. Infatti, il fatiscente edificio, secondo la licenza di costruzione non doveva superare i cinque piani. Il cedimento, ha fatto sapere uno dei responsabili dell'inchiesta, sarebbe stato causato dalle forti vibrazioni dei generatori di corrente situati nelle fondamenta dell'edificio, che si è accartocciato su sé stesso in meno di cinque minuti, sorprendendo gran parte degli occupanti nelle scale del palazzo mentre tentavano di fuggire.

Una tragedia che poteva essere evitata. E adesso si torna a discutere sulle norme di sicurezza delle fabbriche tessili, pilastro dell'economia bangladese e sulle condizioni di vita degli operai, costretti a lavorare senza tutele a meno di trenta euro al mese in edifici pericolanti. L'ultimo incidente lo scorso novembre, quando un incendio in un magazzino aveva causato più di cento morti. Il governo fa sapere di voler avviare una commissione d'inchiesta per verificare lo stato delle fabbriche e individuare difetti nelle costruzioni. Il ministro Abdul Latif Siddique ha annunciato la chiusura immediata di sedici fabbriche fatiscenti a Dacca e due a Chittagong, seconda città del Bangladesh. "I controlli proseguiranno e nuove fabbriche saranno chiuse qualora nelle ispezioni non supereranno i criteri di sicurezzaz", ha promesso.

Nessun commento:

Posta un commento