lunedì 9 dicembre 2013

SESSO E DENARO. PROSTITUZIONE IN EUROPA. MATTEO ALVITI, Al confine franco-tedesco il più grande bordello d’Europa, LA STAMPA, 9 dicembre 2013



E’ la legge della domanda e dell’offerta, condita con una spruzzata di spirito di libero commercio di beni e servizi e di libera circolazione dei cittadini europei all’interno dell’area Schengen. Il tutto accompagnato dall’inevitabile limite di ogni proibizionismo tentato fin qui, cui gli interessati hanno sempre trovato un valido escamotage.
In Francia la norma che in futuro punirà i clienti delle prostitute con multe salatissime non è ancora stata approvata definitivamente, ma in Germania già si lavora alacremente per portare a termine i lavori per la costruzione del più grande bordello d’Europa, nella cittadina di Saarbrücken, proprio vicino al confine franco-tedesco.

sabato 7 dicembre 2013

ARTE E DENARO. MANAZZA P., Può un quadro da solo valere 142,5 milioni di dollari?, IL CORRIERE DELLA SERA, 15 novembre 2013

Può un quadro da solo valere 142,5 milioni di dollari? Assolutamente sì. Il trittico di Francis Bacon aggiudicato da Christie’s a New York per questa cifra colossale (l’equivalente di 105,4 milioni di euro) è la prova evidente. Anche se ha lasciato tutti a bocca aperta. Anzi, spalancata. Che succede al mercato dell’arte? I recenti super record, a ripetizione, delle aste newyorchesi hanno diversi versanti di lettura. E molte possibili interpretazioni. Tra dipinti impressionisti, moderni e contemporanei in questi ultimi dieci giorni, nella Grande Mela, sono stati spesi qualcosa come quasi 2 miliardi di dollari in opere d’arte. Mai successo prima. I nuovi record per singoli artisti sono stati complessivamente una trentina: 21 solo tra quelli contemporanei. La suddivisione tra arte moderna e contemporanea, nelle aste internazionali, è una norma che considera i primi come gli artisti che hanno lavorato dall’Impressionismo alla metà del Novecento. I secondi quelli che hanno espresso le opere migliori a partire dal 1946 ad oggi.

giovedì 5 dicembre 2013

LA FORZA DEL DENARO. A. POMELLA, Amazon, gli Outlet e Dostoevskij, IL FATTO, 5 dicembre 2013

Giorni fa parlavo con una persona e a un certo punto ci siamo chiesti: perché i grandi Outlet vengono costruiti lontano dalle città, spesso in mezzo al nulla, in luoghi però lambiti da un’autostrada? E la risposta che ci siamo dati è che un consumatore, dopo aver percorso decine di chilometri per visitare un Outlet, spendendo soldi in benzina e pedaggio autostradale, per nessuna ragione al mondo se ne tornerebbe a casa senza aver fatto acquisti. Il motivo per cui i grandi Outlet vengono costruiti lontano dalle città, quindi, ha evidentemente qualcosa a che fare con la psicologia dei consumi.

lunedì 2 dicembre 2013

ITALIA. SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI CINESI. A. CRISPINO, Prato, la tragedia annunciata: cosi si muore per 40 centesimi a vestito, IL CORRIERE DELLA SERA, 2 dicembre 2013

Da lì non si esce. Mai. Nemmeno la luce del sole si vede. Mai. Le vetrate sono ricoperte da strati di cellophane nero. Dall’esterno non si deve vedere niente. Anche le finestre sono sempre chiuse, d’estate come d’inverno. Bisogna fare il minimo rumore. Nell’aria sale e scende la fuliggine provocata dal cotone che incessantemente passa sotto i macchinari. Sembra neve. Se ne trova a batuffoli sulle cucitrici, per terra, sugli abiti. Ma anche nei capelli degli operai, sulla loro pelle. La respirano 24 ore.

http://www.corriere.it/inchieste/prato-tragedia-annunciata-cosi-si-muore-40-centesimo-vestito/afd8fe5a-5b2e-11e3-bbdb-322ff669989a.shtml


INCENDIO DI PRATO E SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI CINESI. LA LETTERA DEL PRESIDENTE NAPOLITANO, 2 dicembre 2013

http://kikukula5.blogspot.it/2013/12/rogo-di-prato-e-sfruttamento-dei.html

domenica 1 dicembre 2013

POTERI FINANZIARI E BANCHE. UNA STRANA PUBBLICITA', da NEOVITRUVIAN





http://www.neovitruvian.it/2012/12/01/a-new-normal-una-strana-pubblicita-della-danske-bank-ci-indica-quale-la-normalita-nel-nwo/

COME SI RAPPRESENTA IL LAVORO IN CONDIZIONI DI SCHIAVITU' 1 dicembre 2013

http://kikukula5.blogspot.it/2013/12/mass-media-quotidiani-italiani-cera-una.html

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO. EUROPA ED USA. E. MORETTI, Così America ed Europa dicono addio alle fabbriche, LA STAMPA, 5 agosto 2013

La cartina economica del mondo sta cambiando rapidamente e radicalmente. Nuovi centri di propulsione economica stanno soppiantando i vecchi. Città che fino a qualche decennio fa non erano che minuscoli punti a stento percepibili sulle cartine si sono trasformate in floride megalopoli con migliaia di nuove aziende e milioni di nuovi posti di lavoro.

lunedì 25 novembre 2013

RICERCA ED ECONOMIA. NUOVI MATERIALI. NANOTECNOLOGIE. GRAFENE. ALESSIO LANA, Il futuro del condom potrebbe essere in grafene, IL CORRIERE DELLA SERA, 25 novembre 2013

Ricerche in tutto il mondo per migliorare la sicurezza
e aumentare la «sensibilità» dei preservativi

SVIZZERA. REFERENDUM SUL SALARIO EQUO: VINCONO I 'NO' AL 65% - BLITZ QUOTIDIANO - 25 novembre 2013

Gli svizzeri, a maggioranza, difendono e vogliono mantenere le diseguaglianze economiche e sociali.
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GINEVRA – Fissare un salario “equo” con un rapporto di 1 a 12 tra lo stipendio più basso e quello più alto in un’azienda. Questa la proposta del referendum votato in Svizzera a cui hanno risposto “no” la maggioranza dei 26 cantoni svizzeri, con una media nazionale del 65% di contrari.
Risultano inoltre respinti anche gli altri due testi in votazione il 24 novembre in Svizzera, quello sulle deduzioni fiscali per i genitori che accudiscono i figli in casa rinunciando per questo ad un’attività lucrativa e quello su un aumento della tassa annuale per circolare sulle autostrade, da 40 a 100 franchi svizzeri.
L’agenzia stampa Ats ha spiegato che tutti i cantoni finora scrutinati si sono opposti alla proposta del “salario equo”: il No varia dal 56,9% di Ginevra al 77% di Zugo. Stando alle proiezioni realizzate per la televisione svizzera, la quota dei contrari dovrebbe attestarsi a livello nazionale al 65%.
In Svizzera, ricorda il Fatto quotidiano,

“hanno sede grandi aziende come le società farmaceutiche Novartis e Roche, gruppi assicurativi come Zurich e Swiss Re, e banche come Ubs e Credit Suisse. I sostenitori della “iniziativa 1:12” sostengono che imporre un limite di legge ai salari avrebbe garantito maggiore equità, ma gli uomini d’affari svizzeri ritengono che la proposta avrebbe indebolito la competitività, rendendo più difficile attirare grandi talenti e facendo trasferire alcune compagnie in altri Stati. Tra gli oppositori della proposta c’era Sepp Blatter, presidente della Fifa con sede in Svizzera, secondo il quale come effetto collaterale l’eventuale legge avrebbe anche danneggiato il calcio svizzero”.

sabato 23 novembre 2013

CINA. CINEMA E CAPITALISMO. C. PICCINO, Ordinario e feroce quotidiano del 'nuovo'capitalismo, IL MANIFESTO, 21 novembre 2013

Il regista Leone d'oro per «Still Life» propone quattro storie di vendetta proletaria ispirate a fatti di cronaca
IL TOCCO DEL PECCATO DI JIA ZHANG-KE, CON WU JIANG E VIVIEN LI, CINA/GIAPPONE 2013

lunedì 18 novembre 2013

QATAR. MIGRANTI E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO. R. NOURY, Qatar, lavoratori migranti sfruttati per i Mondiali di calcio, IL CORRIERE DELLA SERA, 18 novembre 2013

In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato le gravi forme di sfruttamento cui sono sottoposti i lavoratori migranti assunti dalle imprese di costruzione e impiegati in progetti spesso multimilionari relativi agli impianti dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar.

domenica 17 novembre 2013

FRANCIA. LA POVERTA' VISTA DAL CIELO. ALICE GERAUD, La pauvreté vue du ciel, liberation, 17 NOVEMBRE 2013


Libération a pu consulter l’épais document qui répertorie l’ensemble des zones de concentration de pauvreté en France, tableau de bord pour l’élaboration de la réforme de la politique de la ville, qui doit être discutée vendredi à l’Assemblée.



CINA. MERCATO E CONFUCIANESIMO. LUCA GIUSTINIANO, Dietro le Aperture un'Idea di Merito in Stile Confuciano, IL CORRIERE DELLA SERA, 14 novembre 2013

Sistema L?impresa privata deve meritare di innestarsi nel sistema economico

ECONOMIA. TEORIE ED IDEE. F, GIAVAZZI, Gli errori dei liberisti, la prepotenza dei privilegi, IL CORRIERE DELLA SERA, 15 novembre 2013

Da anni, in Italia, una sparuta pattuglia di liberisti si batte per il mercato, per le liberalizzazioni e per uno Stato meno invasivo. Sostengono i benefici della concorrenza e dell’apertura agli scambi, non per scelta ideologica ma perchè pensano che mercati aperti e concorrenza siano gli strumenti per sbloccare un Paese nel quale la mobilità sociale si è arrestata e il futuro dei giovani è sempre più determinato dal loro censo, e non dal loro impegno o dalle loro capacità. Nel frattempo, nel mondo, sono successe alcune cose.

ECONOMIA. TEORIE E IDEE. G. FERRAINO, Stiglitz: area euro ancora a rischio, prigioniera dell?austerity, IL CORRIERE DELLA SERA, 13 novembre 2013

«Bisogna rilanciare gli eurobond. Investire in istruzione e tecnologia, subito l?unione bancaria» Ridurre le disuguaglianze aiuta anche la crescita

CRISI ECONOMICA. STUDI E TEORIE. BASCETTA M., I predicatori della virtù. Recensione a M. Lazzarato, Governo dell'uomo indebitato, IL MANIFESTO, 12 novembre 2013

Interiorizzazione di una colpa, organizzazione della propria vita in termini di restituzione infinita di ciò che si è ricevuto: il risparmiatore e il salariato si fronteggiano e si combattono all'interno della medesima persona, sempre dominati dall'alto. Nel libro «Governo dell'uomo indebitato» di Maurizio Lazzarato

MULTINAZIONALI FINANZIARIE MANIPOLANO PREZZI DELLE VALUTE. Banche alzano prezzi valute, Usa indagano sulle big, SWISSINFO.CH, 17 novembre 2013

Grandi banche ancora nel mirino delle autorità americane, che stanno indagando su quello che è oramai più di un sospetto: gruppi come Barclays, Royal Bank of Scotland, UBS e Citigroup (ma la lista potrebbe essere molto più lunga) da tempo - scrive il New York Times - farebbero cartello per manipolare i prezzi sul mercato delle valute.

TERRITORI E CAMPAGNE IN MANO DI IMPRENDITORI ESTERI. SPECIE IN TOSCANA. Primo rapporto “Terre d’Italia in mani straniere”: Toscana la più attrattiva, STAMP TOSCANA, 15 novembre 2013

Roma - I terreni agricoli sono diventati la banca di svizzeri, tedeschi e francesi. Dopo i grandi marchi del Made in Italy, gli stranieri sono ora ad assaltare le campagne italiane con un aumento dell’11% delle aziende agricole passate in mani estere, durante gli anni della crisi, ed oggi si conta un totale record di 17.286 imprenditori agricoli stranieri: in Toscana 2.392, in Sicilia 2.206, in Veneto 1.235, in Lazio 1.215, in Campania 1.199, in Piemonte 1.049, in Emilia-Romagna 1.000, in Puglia 940, in Lombardia 824, in Abruzzo 805, in Umbria 720, in Friuli-Venezia Giulia 673, nelle Marche 584, in Calabria 555, in Sardegna 531, in Trentino-Alto Adige 437, in Liguria 370, in Molise 261,  in Basilicata 260, in Valle d’Aosta in 30. Tra i primi 10 "paesi più attratti": Svizzera, Germania, Francia e Romania.

giovedì 14 novembre 2013

ITALIA. EVASIONE FISCALE. REDAZIONE, Fisco: redditi, lavoratori battono imprenditori, IL CORRIERE DELLA SERA, 14 novembre 2013

Per dipendenti media di 20. 680 euro contro i 20. 469 dei datori

I soggetti con reddito da lavoro dipendente prevalente dichiarano un reddito medio di 20.680 euro mentre coloro che hanno un reddito di impresa prevalente dichiarano mediamente 20.469 euro. È quanto risulta dai dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.

domenica 10 novembre 2013

TEORIE ED IDEE ECONOMICHE. C. MARAZZI, Effetto comune per la ricchezza. Recensione a M. De Cecco, Ma cos'è questa crisi, IL MANIFESTO, 7 novembre 2013

«Ma cos'è questa crisi» dell'economista Marcello De Cecco, edito da Donzelli, analizza le devianze di un capitalismo con una vocazione solo finanziaria e stigmatizza la sottomissione dell'euro alle bizze di governatori e banche che, rivalutandolo, vanificano gli sforzi per riequilibrare le bilance correnti

TEORIE E PRATICHE ECONOMICHE. STORIA DELL'ECONOMIA ITALIANA. V. COMITO, Adriano Olivetti non è un santino, IL MANIFESTO, 6 novembre 2013

Al di là dell'agiografia, lo sceneggiato tv ha mostrato che questa figura, paragonabile a Walter Rathenau in Germania, merita un posto nella storia imprenditoriale italiana

sabato 9 novembre 2013

MERITI E FIGLI DI PAPA'. SE LO DICE LAPO... LA REPUBBLICA, 9 novembre 2013

Lapo Elkann: ''Basta figli di..., ci vuole il merito''

"Voglio un paese dove viene premiato chi ha le capacità e non chi è amico di, fratello di o figlio di". Lapo Elkann stupisce ancora una volta con le sue esternazioni. Questa volta ha parlato a margine di un convegno a Milano sul made in Italy, in merito alla necessità che in Italia prevalga la meritocrazia
di Francesco Gilioli

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GUARDA IL VIDEO: http://video.repubblica.it/cronaca/lapo-elkann-basta-figli-di-ci-vuole-il-merito/145901/144421?ref=HRESS-21

sabato 2 novembre 2013

STORIA DELL'ECONOMIA ITALIANA. TEORIE E PRATICHE ECONOMICHE. L. MASTRANTONIO, 'Intellettuali dimenticati nella fiction su Olivetti', IL CORRIERE DELLA SERA, 31 ottobre 2013

Una grave omissione nella bella fiction sull'ingegner Adriano Olivetti, protagonista d'un progetto culturale che contribuì a far emergere l'Italia dalla palude del fascismo. Corriere della Sera, 31 ottobre 2013, con postilla e barzelletta

TEORIE E PRATICHE ECONOMICHE. L'ESPERIENZA DI ADRIANO OLIVETTI. ANDREA RANIERI, La comunità dell'impresa, IL MANIFESTO, 31 ottobre 2013

Sopravvissuti a stento alla melassa agiografica della miniserie su Rai1 vien da pensare come sarebbe importante riaprire una riflessione seria su Adriano Olivetti, per fare i conti con le nostre occasioni perdute e per enucleare dalla sua storia le cose che ancora possono parlare al nostro presente.

TEORIE ECONOMICHE. CRITICA DELL'ECONOMIA LIBERISTA IN UN SAGGIO DI J-P. FITOUSSI, M. BASCETTA, Una fioca luce gettata sulla triste scienza, IL MANIFESTO, 31 ottobre 2013

L'ultimo saggio di Jean-Paul Fitoussi «Teorema del lampione» (Einaudi) si scaglia contro l'ideologia neoliberista che presiede la gestione della crisi

martedì 29 ottobre 2013

ITALIA. MIGRANTI E SFRUTTAMENTO. A. MASTRANDREA, Tra i dimenticati delle arance, IL MANIFESTO, 27 ottobre 2013

È quasi l'ora che volge il disio e nell'antipurgatorio della baraccopoli di San Ferdinando bisogna affrettarsi. Quando andrà via il sole non si accenderà un lampione e sarà impossibile svolgere qualsiasi attività. Lavarsi, stendere i vestiti ad asciugare, mangiare o, perché no, leggere qualcosa prima di addormentarsi. Nella tendopoli costruita dalla Protezione civile nella zona industriale tra San Ferdinando e Rosarno all'indomani della rivolta del 2010, le condizioni di vita degli immigrati non sono cambiate rispetto a quei giorni, quando l'esplosione di violenza dei baraccati africani fece scoprire a tutta l'Europa il destino che attende chi ce l'ha fatta a superare le sue frontiere senza annegare nel Mediterraneo o essere respinto. Quello di San Ferdinando somiglia a uno dei tanti campi profughi che si possono incrociare ai margini di zone di guerra, uno spicchio di Africa italiana non dissimile da quella vera.


domenica 20 ottobre 2013

ACCUMULO DI RICCHEZZA COME CRIMINE SOCIALE. I CASI FLORIS, CROZZA, FAZIO. MARCELLO BARISON, Tassare i ricchi per restituire a tutti gli altri, IL FATTO, 20 ottobre 2013

Dopo l’exploit ossessivo-compulsivo del prode Ser Brunetto, notoriamente nullatenente, la questione s’è tramutata in refrain: quanto guadagna tizio, quanto guadagna caio. Non mancavano peraltro precognizioni esilaranti, tipo Floris interpellato da La Cosa il quale, all’intervistatore che l’incalza ‒ quanti sono: “500.000 € l’anno? ‒ risponde: “Sì, la cifra secondo me è quella”. Non ne è sicuro nemmeno lui. Sarà mica che son troppiPure Fazio nicchia, accampando il fatto che ‒ dura lex, sed lex ‒ si tratta di dati non divulgabili per contratto.


SOCIOLOGIA ED ECONOMIA. PRESENTAZIONE DELL'ULTIMO LIBRO DI FRANCO CRESPI, 19 ottobre 2013

VAI A:
http://kikukula2.blogspot.it/2013/10/sociologia-ed-economia-segnalazioni-dal.html

mercoledì 16 ottobre 2013

NOBEL PER L'ECONOMIA. F. DAVERI, Mercati efficienti? Tre profeti da Nobel, IL CORRIERE DELLA SERA, 15 ottobre 2013

Per il 2013, l’Accademia svedese che assegna il Premio Nobel per l’Economia ha deciso di premiare tre studiosi americani di finanza: Eugene Fama, Lars Peter Hansen e Robert Shiller. Sul fatto che la finanza sia oggi tanto importante da essere l’oggetto di assegnazione di un riconoscimento così prestigioso ci sono pochi dubbi. Tuttavia, premiare ricercatori che si occupano di essa in un momento in cui—a torto o a ragione — è ancora identificata come la fonte principale di instabilità mondiale è invece una scelta molto meno ovvia.
Quando il Nobel è diviso tra più persone, è segno che l’Accademia svedese intende dare il premio a un’area o a un metodo di ricerca.

PER RISANARE I DEBITI PUBBLICI. REDAZIONE, Debito pubblico, ipotesi choc del Fondo Patrimoniale del 10% sulle famiglie, IL CORRIERE DELLA SERA, 16 ottobre 2013

Una patrimoniale del 10% una tantum sulle famiglie per abbattere il debito pubblico dei Paesi dell’eurozona ai livelli di fine 2007, prima della grande crisi finanziaria. È l’ipotesi choc «studiata» dal Fondo monetario internazionale (leggi la precisazione dell’Fmi). Sarebbe «una misura eccezionale», scrive il Fmi nel suo rapporto di ottobre «Fiscal Monitor», per ripristinare la sostenibilità del debito dopo il brusco deterioramento delle finanze pubbliche di molti Paesi.
MOSSA TEMPESTIVA - Tra i sostenitori di una decisione di questo tipo il Fondo cita Pigou, Ricardo, Schumpeter e, prima che cambiasse idea, anche Keynes. D’altronde un prelievo una tantum è stato ampiamente usato in passato in Europa dopo la Prima guerra mondiale e in Giappone dopo la Seconda guerra mondiale. Il rischio? Farlo in modo tempestivo per impedire la fuga preventiva dei capitali.

martedì 15 ottobre 2013

NUOVI LAVORI SUPERPAGATI. EUROPA. MARIKA DE FEO, ott 15 La Bce assume 800 esperti di vigilanza: (almeno) 4.400 euro al mese, IL CORRIERE DELLA SERA, 15 ottobre 2013

Per Francoforte si tratterà del maggiore provvedimento di assunzione mai visto prima nella capitale finanziaria della Germania.

NOBEL PER L'ECONOMIA A TRE ECONOMISTI IN DISACCORDO FRA DI LORO. REDAZIONE, Il Nobel per l’Economia a Fama, Hanzen e Shiller, LA STAMPA, 14 ottobre 2013

Un premio Nobel per l’economia tutto americano che premia due volte l’Università di Chicago, tempio del liberismo. E che per il secondo anno consecutivo ruota attorno ai mercati. Ma, soprattutto, la scelta dell’Accademia reale di Svezia di quest’anno fa rumore perché mette accanto nomi, e teorie, in apparente contraddizione.

lunedì 14 ottobre 2013

COOPERATIVE O BANCHE DI AFFARI? giorgio meletti, Coop, gli oligarchi rossi che giocano in Borsa con i soldi dei soci, il fatto, 14 OTTOBRE 2013

Potremmo parlare di banca clandestina, se non fosse tutto alla luce del sole. Basta entrare in un supermercato Coop e diventare socio (che è come fare la tessera sconto in qualsiasi catena) per depositare i propri risparmi. Le nove grandi cooperative del consumo raccolgono ben 10,4 miliardi di euro. Sarebbe vietato: non è che un giorno uno si sveglia di buon umore, apre una banca e comincia a farsi affidare i risparmi dei passanti. La Coop infatti lo chiama “prestito soci”, senza però spiegare al popolo che il prestito soci è un capitale messo a rischio nell’impresa che, sia essa una coop o una società di capitali, lo usa per la sua attività, come aprire un supermercato.

martedì 8 ottobre 2013

ITALIA E LIBERTA' ECONOMICA. ILARIA LONIGRO, Libertà economica, l’Italia sale nella classifica mondiale ma è 83esima, IL FATTO, 8 ottobre 2013

Su 177 Paesi l’Italia è al 168esimo posto per la libertà fiscale e al 162esimo per la spesa pubblica. A sostenerlo è il Fraser Institute, think tank canadese che, dal 1995, ogni anno stila in collaborazione con il Wall Street Journal l’Index of Economic Freedom, una classifica per capire quanto gli Stati di tutto il mondo “permettano ai loro cittadini di essere liberi economicamente”. Sono 42 le variabili considerate, raggruppate in 10 indicatori: libertà dalla corruzione, garanzia dei diritti di proprietà, libertà fiscale, spesa pubblica, libertà d’impresa, del lavoro, libertà monetaria, del commercio, degli investimenti e libertà finanziaria.

http://www.heritage.org/index/visualize

lunedì 7 ottobre 2013

CAPITALISMO ITALIA. P. PELLIZZETTI, Declino industriale. Se l'economia è collusa con la politica, IL MANIFESTO, 2 ottobre 2013

Continuano le peripezie di Telecom e Alitalia. Incombono a breve quelle di un'altra grande impresa italiana finita sulle bancarelle: Finmeccanica, il conglomerato residuale di aziende partecipate dallo Stato che sta trattando la cessione del proprio settore «civile» ai coreani di Doosan.

giovedì 3 ottobre 2013

CAPITALISMO E GLOBALIZZAZIONE. MARCO BASCETTA. Il capitalismo non ha nazione, IL MANIFESTO, 27 settembre 2013

Mercoledì scorso, all'indomani dell'affondo spagnolo sulla proprietà di Telecom, L'Unità e Il Tempo uscivano con un titolo di prima pagina praticamente identico nel suo significato: Fermiamo la svendita dell'Italia. Stampa e telegiornali elencavano sconsolati le numerose aziende italiane passate «in mani straniere», i «gioielli del made in Italy» che avevano cambiato nazionalità. Su queste stesse pagine, in un articolo peraltro apprezzabile, Enrico Grazzini, affermava in conclusione: «Il patriottismo economico è necessario per contrastare la globalizzazione selvaggia».

CINA. POTERE E SOCIETA'. TOMMASO DI FRANCESCO, Resistenze sotto la grande muraglia, IL MANIFESTO, 28 settembre 2013

«Potere e società in Cina», un appassionato e riuscito lavoro d'inchiesta a firma di Angela Pascucci per le edizioni dell'Asino. Dal punto di vista della resistenza a un sistema sociale e economico divenuto modello dominante del capitalismo globale

CAPITALISMO ITALIA. PRIVATIZZAZIONI IN ITALIA. T. NENCIONI, Ideologie al capolinea, IL MANIFESTO, 28 settembre 2013

A meno che non abbiano messo in scena uno stracciarsi di vesti rituale, una salmodia a favore di telecamera in attesa di continuare ad occuparsi di regole congressuali e decadenze senatoriali, c'è da aspettarsi che i nostri gruppi dirigenti - non solo politici ed economici, ma anche intellettuali - reagiscano allo shock dell'acquisizione di Telecom da parte di un oligopolio straniero avviando una seria riflessione sulla stagione delle privatizzazioni e sul ruolo dello Sato in economia. E c'è da augurarsi che lo facciano in maniera la meno ideologica e la più empirica possibile.

CAPITALISMO ITALIA. TEORIE ECONOMICHE. ENRICO GRAZZINI, Capitalismo anno zero, IL MANIFESTO, 26 settembre 2013

Telecom, Alitalia, Finmeccanica-Ansaldo, Ilva. Ma anche i casi Fondiaria-Sai, Mps, Fiat-Chrysler e molti altri dimostrano in maniera lampante la fase finale del processo di smantellamento del capitalismo italiano.
Un capitalismo che di fronte alla globalizzazione finanziaria sta letteralmente fallendo.

sabato 28 settembre 2013

ITALIA. EVASIONE FISCALE E LAVORO NERO. S. LIVADIOTTI, In Italia comandano gli evasori, L'ESPRESSO, 25 settembre 2013

L'ultimo blitz è scattato, come nella migliore tradizione, in piena estate, quando mezza italia è sotto l'ombrellone. Martedì 6 agosto due senatori del Popolo delle libertà, Cinzia Bonfrisco e Antonio D'Alì, hanno presentato un emendamento al cosiddetto decreto "del fare" per rialzare a 3.000 euro la soglia sull'utilizzo del denaro contante, che Mario Monti aveva fissato a quota mille. Il governo ha espresso parere contrario e la proposta è stata bocciata. Ma, c'è da scommetterci, l'argomento tornerà presto a far capolino nelle aule parlamentari, perché la massima libertà nell'uso del cash è un pallino di Silvio Berlusconi & Co. E una mano santa per il partito degli evasori fiscali più incalliti.


mercoledì 25 settembre 2013

ITALIA. L'ECONOMIA FUTURA. SOCIOLOGIA ECONOMICA. GIUSEPPE DE RITA, Un autunno da decifrare, IL CORRIERE DELLA SERA, 25 settembre 2013

Nei primi giorni di settembre, al rientro dalle vacanze, fui molto tentato di scrivere qualcosa sull'estate 2013 vista come «la migliore estate degli ultimi anni», tante erano le sensazioni positive che con colleghi e amici avevamo raccolto in vari angoli del Paese. Rimossi prudentemente quella tentazione: per il timore di apparire provocatorio rispetto al catastrofismo imperante negli ultimi mesi e anni; ma anche per il timore che quel tono leggero («la migliore estate...») avrebbe potuto cozzare con il dramma di lavoratori che, rientrando dalle ferie, magari non avrebbero più trovato la propria azienda.

LA FINE DEL LAVORO. FATTOTV, FattoTv, Balestrini: “Operai in via d’estinzione? E’ il lavoro ad essersi estinto”, IL FATTO, 25 settembre 2013




GUARDA IL VIDEO: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/25/fattotv-balestrini-operai-in-via-destinzione-e-il-lavoro-ad-essersi-estinto/245995/

lunedì 23 settembre 2013

IL LAVORO COME RELIGIONE. G. COLLETTI, Lavoro uguale passione? La Silicon Valley si mette in discussione. E noi?, IL FATTO, 23 settembre 2013

Cosa sta succedendo alla Silicon Valley e al modello perfettissimo del lavoro inteso come passione? Chi sta uccidendo le magnifiche sorti e progressive del lavoro in salsa hi-tech, il sistema che ha mietuto molti seguaci (almeno a parole) anche qui nell’Europa continentale (anche se poi, a conti fatti, in pochi hanno deciso di adottare quel riferimento nel welfare come nel business)?

domenica 22 settembre 2013

CAPITALISMO, MERCIFICAZIONE ED ESTETISMO. VANNI CODELUPPI, Quando il capitale si veste d'artista, IL MANIFESTO, 21 settembre 2013

Da Gilles Lipovetsky a Robert Goldman, da Andrea Mecacci a Alberto Abruzzese, un sentiero di lettura sulla tendenza da parte delle imprese a utilizzare l'arte per progettare beni glamour e vendere merci come simboli di stili di vita connotati esteticamente

venerdì 20 settembre 2013

IL LAVORO E LO SFRUTTAMENTO IN GIAPPONE. PIO D'EMILIA, Precari e nuovi schiavi: anche il Giappone smantella i diritti dei lavoratori, IL FATTO, 20 settembre 2013

Contrariamente a quanto molti immaginano, il Giappone è uno dei paesi all’avanguardia per quanto riguarda la legislazione del lavoro. Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria maratona istituzionale per adeguare leggi, ordinanze, regolamenti e accordi integrativi agli standard minimi internazionali prescritti dall’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Il tutto ad un ritmo forsennato, che i diretti interessati (soprattutto giovani e donne) non sono riusciti a seguire. Finendo per ignorare, tutt’ora, che certe leggi (tipo il congedo di maternità e parentale, la tutela del lavoro straordinario, il divieto di licenziamento senza giusta causa etc etc) esistono e che un datore di lavoro che le violi può essere validamente denunciato. Perfino la magistratura, che in Giappone è tradizionalmente molto poco “indipendente” (manca, ad esempio, un organo di autocontrollo come il nostro Csm) e decisamente cauta nel censurare le “istituzioni” (siano esse pubbliche, come la polizia, o private, come le grandi aziende) negli ultimi tempi ha dato importanti segni di vita, regalando sentenze che in Occidente sono all’ordine del giorno ma che qui hanno fatto scalpore.

domenica 15 settembre 2013

CHE SCIENZA E' L'ECONOMIA. F. SYLOS LABINI, Scienza, dogmi ed economia: il problema è il metodo, IL FATTO, 13 settembre 2013

Mi fa piacere sapere che Fabio Scacciavillani trovi il tempo per “assaporare con gusto” i miei commenti. Il confronto delle idee è delle poche attività in cui, scambiandosi qualche cosa, ci si arricchisce entrambi. Scacciavillani ha ragione a sostenere che l’economia non sia una scienza e che anche gli scienziati prendono cantonate, anche se gli argomenti che usa sono ingenui e irrilevanti e mostrano una certa confusione nella comprensione del metodo scientifico. Tuttavia, tra i temi che ha sollevato c’è un punto che vorrei chiarire da subito: l’unico riflesso condizionato che conosco è quello di valutare gli argomenti e di discuterli.

TEORIE ECONOMICHE. NUOVA ECONOMIA E VECCHIE DISEGUAGLIANZE. ANNA MARIA MERLO, Il nuovo millennio delle diseguaglianze. Recensione a T. Piketty, Il capitale nel 21 secolo, IL MANIFESTO, 14 settembre 2013

Un mondo eguale all'Ottocento. Un libro che propone una tesi che ha suscitato aspre polemiche in Francia
L'ex galeotto Vautrin, rivelando cinicamente allo studente spiantato Eugène de Rastignac i meccanismi sociali, gli aveva spiegato che era molto più conveniente sposare un'ereditiera che studiare e lavorare. Balzac scrive Le Père Goriot nel 1835. Per tutto il XIX secolo e l'inizio del XX, fino alla Belle Epoque, questo suggerimento resta valido. Ai tempi di Proust, a Parigi viveva un ventesimo della popolazione francese, ma la capitale concentrava un quarto dei patrimoni del paese.

domenica 1 settembre 2013

IL LAVORO OGGI IN ITALIA. FURIO COLOMBO, Fabbriche scomparse, il silenzioso furto del lavoro, IL FATTO, 1 settembre 2013

Qualcuno ricorda l’abigeato? Voleva dire rubare a un contadino e a tutta la sua famiglia il bestiame, cioè la vita. Le pene erano severe, e la sanzione sociale durissima: espulsione dalla comunità, perché in quel reato si coglieva disprezzo e crudeltà: intaccavano il legame umano e i doveri fondamentali del vivere accanto.

NUOVE MONETE. IL MARSO ABRUZZESE. NICOLA CATENARO, Avezzano stampa il «marso», la nuova moneta per rilanciare l'economia , IL CORRIERE DELLA SERA, 1 settembre 2013

Sono diverse le esperienze di questo tipo in Abruzzo. Il marso è un buono che garantirà sconti nel circuito dei commerianti locale

LIBERALIZZAZIONI ALL'ITALIANA. FILIPPO SANTELLI, Chiudere i contratti telefonici? Può costare fino a 100 euro, IL CORRIERE DELLA SERA, 1 settembre 2013

Gli oneri per l'addio ai vecchi abbonamenti, dal fisso alla luce Il tetto massimo di 30 giorni spesso utilizzato fino al limite

giovedì 29 agosto 2013

TEORIE ED IDEE ECONOMICHE. IL CAPITALISMO FUTURO. EMANUELE SEVERINO, Oltre il profitto: il capitalismo domani, IL CORRIERE DELLA SERA, 20 agosto 2013

Il vero motore dell'economia è ormai la tecnica, destinata al dominio del mondo Una spinta che progetta l'incremento indefinito di se stessaChi si oppone finisce per rinchiudersi nei limiti della sua particolarità, della Tradizione

martedì 27 agosto 2013

TEORIE ECONOMICHE DA SINISTRA. SERGIO NOTO, Per favore, qualcosa di sinistra. Democrazia e mercato nei programmi della politica, 26 agosto 2013

Domanda: in Italia la sinistra (o il centro-sinistra, poco cambia) ha un minimo di idee nell’economia, nella politica, nella cultura per costruire una società, che possibilmente sia diversa da quella che vorrebbe costruire la destra? Sinceramente non mi pare di vederne un granché.

SVIZZERA. ECONOMIA FINANZIARIA E SUICIDI. ELMAR BURCHIA, Svizzera di nuovo sotto choc: trovato morto direttore finanziario di Zurich, IL CORRIERE DELLA SERA, 28 agosto 2013

La polizia elvetica è impegnata nelle indagini sulla morte di Pierre Wauthier, direttore finanze del colosso assicurativo

domenica 18 agosto 2013

IL LAVORO DEI RICCHI. NEW ECONOMY E NEORICCHI. GIORGIO MELETTI, “New economy”, così la bolla italiana del digitale è finita in mutande, IL FATTO, 18 agosto 2013

La storia esemplare è quella di Silvio Scaglia. Il 55enne imprenditore di Novara poche settimane fa ha investito 69 milioni, piccola parte del denaro accumulato grazie alla famosa “new economy”, nell’acquisto di La Perla, nota azienda bolognese dell’abbigliamento intimo femminile. Nei suoi progetti c’è una forte sinergia con la Elite Model World, agenzia di moda comprata tre anni fa, per costituire un polo mondiale del lusso. Proprio perché la bellezza femminile rimane un valore, anche di mercato, del tutto analogico, la mossa di Scaglia illumina una tendenza dell’imprenditoria italiana.

mercoledì 14 agosto 2013

IL LAVORO OGGI. IL LAVORO DEI POVERI: A CHIAMATA. ROBERTO CICCARELLI, I nuovi schiavi di Buckingham Palace, IL MANIFESTO, 13 agosto 2013

La principessa Diana ha conquistato l'amore universale finanziando l'assistenza a poveri, tossici e disoccupati. Oggi la sua fama è stata oscurata da un'inchiesta del Sunday People. Turning Point, una delle associazioni da lei prediletta, che nel 1985 elesse i figlioli William e Harry a regali protettori, questa estate ha licenziato 2.927 lavoratori per assumerne 351 con un «contratto a zero ore».

martedì 13 agosto 2013

L'ECONOMIA E LE LEGGI. SERGIO NOTO, Sviluppo economico: l’acqua calda, gli uomini di casa e la triste storia delle leggi, IL FATTO, 13 agosto 2013

L’economia ha un pessimo rapporto con le leggi. In primo luogo con le sue interne, che non sono quelle che vorremmo. La più importante, e la più disattesa, è «no free meals», tutto si paga, peccato che quello che paga e quello che produce i costi, in genere son due soggetti diversi. Altre leggi, quelle che spesso si studiano sui manuali di macroeconomia, sono spesso la descrizione complicata di un fenomeno semplice e che non spiega quasi nulla. Ad esempio la legge della domanda e dell’offerta o la teoria quantitativa della moneta non sono altro che la descrizione dell’acqua calda. Nessuno ci dice come si produce il calore che serve per scaldare. Allo stesso modo nessuno è in grado di definire se non una piccola parte degli infiniti fattori che influenzano domanda e offerta, per cui ridurre la spiegazione all’interazione tra queste due sole grandezze è appunto un po’ come dire che l’acqua si scalda se la metto sul fuoco.

sabato 10 agosto 2013

TEORIE ECONOMICHE. GUIDO ROSSI, Il mercato che uccide la democrazia, IL CORRIERE DELLA SERA, 9 agosto 2013

Lo spettacolo che offre oggi il
mondo globalizzato è la prova
evidente della verità della nota
affermazione di Keynes: «Sono
sempre le idee e non gli interessi precostituiti
ad essere pericolose sia nel
bene, sia nel male».

sabato 3 agosto 2013

ECONOMIA CINESE IN NICARAGUA. IAN BREMMER, I rischi del capitalismo alla cinese passano nel canale del Nicaragua, IL CORRIERE DELLA SERA, 2 agosto 2013

Come mai un'impresa cinese pressoché sconosciuta ha lanciato il progetto di scavare un canale attraverso il Nicaragua? Non è stato ancora scelto il percorso definitivo e le sfide ingegneristiche e ambientali da affrontare sono enormi, eppure il governo del Nicaragua di recente ha varato una concessione di 50 anni a favore della società cinese per questo progetto. Si stima che il piano costerà intorno ai 40 miliardi di dollari, cifra quattro volte superiore al Prodotto interno lordo del Paese centroamericano. Sappiamo perché il presidente Daniel Ortega vuole realizzare l'opera: la costruzione del canale difatti contribuirebbe a ridurre la disoccupazione e i diritti di transito potrebbero aiutare il Nicaragua a risalire la china della povertà.

Ian Bremmer (born November 12, 1969) is an American political scientist specializing in US foreign policy, states in transition, and global political risk. He is the president and founder of Eurasia Group, a leading global political risk research and consulting firm, and a professor at Columbia University. Eurasia Group provides financial, corporate, and government clients with information and insight on how political developments move markets. Bremmer is of Armenian and German descent

giovedì 1 agosto 2013

STORIA ECONOMICA. GRAN BRETAGNA E GERMANIA NAZISTA. REDAZIONE, La Bank of England permise a Hitler di vendere l’oro depredato ai cechi, IL FATTO, 1 agosto 2013

E’ forse l’episodio più imbarazzante nel passato della ‘Old Lady’. La Bank of England (BoE) ebbe un ruolo cruciale in uno degli episodi più oscuri della recente storia economica: la vendita dell’oro sottratto dai nazisti dopo l’invasione della Cecoslovacchia nel 1938.

STORIA ECONOMICA. DINO MESSINA, I rapporti economici (segreti) fra l'Italia fascista e l'Inghilterra, IL CORRIERE DELLA SERA, 1 agosto 2013

L’economia conosce strade che spesso la politica finge di ignorare fino all’assurdo della creazione di due mondi paralleli. È quanto avvenne per esempio nell’Italia della prima metà del Novecento nei rapporti con la Gran Bretagna, che era e rimase per una gran parte della nostra società il punto di riferimento principale, come oggi sono gli Stati Uniti. Dal punto di vista culturale e soprattutto economico. Non è un caso che Umberto I di Savoia, già scampato a due attentati, poco prima di morire sotto i colpi della rivoltella di Gaetano Bresci (29 luglio 1900) volle sottoscrivere con i Lloyd di Londra un’assicurazione sulla vita e i suoi eredi anche negli anni in cui il Regno Unito era diventato la Perfida Albione decisero di far gestire il capitale del premio assicurativo dalla Banca d’Inghilterra. Nel secondo dopoguerra l’Italia cercò senza successo di dimostrare che quei soldi spettavano alla Repubblica e non alla monarchia.

mercoledì 31 luglio 2013

RISPOSTA A MARCHIONNE. FARE INDUSTRIA IN ITALIA E' IMPOSSIBILE. SERGIO NOTO, Fare industria in Italia: pizzino di Luigi Einaudi per Marchionne, IL FATTO, 13 luglio 2013

Ebbene sì, ha ragione Sergio Marchionne, ad di Fiat, in «Italia è impossibile fare industria». Siamo d’accordo. E siccome il dottor Marchionne è timido e non ha avuto il tempo o il coraggio di spiegare ancorché sinteticamente perché gli è impossibile fare il suo lavoro fino in fondo, grazie a un «pizzino» recapitatoci dall’aldilà per conto di Luigi Einaudi, siamo in grado di spiegarvi i veri motivi che, non da oggi, impediscono di fare industria in Italia.
Sergio Noto è Professore di Storia economica presso l’università di Verona

ITALIA. LAVORATORI SFRUTTATI. DONATO DIDONNA, Il costo del lavoro: per un pugno di euro, IL FATTO, 31 luglio 2013

Un blitz della Guardia di Finanza ha scoperto in un call center di Palermo 37 lavoratori, tra i 19 e i 50 anni, che prestavano la loro opera per due euro l’ora. Penso che sia sterile e superficiale leggere vicende come questa solo come l’opera di avidi sfruttatori del lavoro altrui: l’avidità è una costante del comportamento umano e non è quindi una notizia. Il problema è che questa gente non ha trovato alternative. La notizia che merita invece attenzione è perché dei giovani e dei meno giovani accettino una paga così umiliante: una vita senza lavoro, senza un ruolo nella società, è una vita senza dignità da scongiurare a qualunque prezzo.
Il lavoro che non c’è dunque. Ma siamo sicuri che il lavoro non ci potrebbe essere? Non staremo forse difendendo ottusamente uno stato di cose che impedisce una vita dignitosa ad intere generazioni? Tra lo sfruttamento, da condannare sempre, e i disincentivi ad investire che portano investitori domestici ed esteri a scartare l’Italia come opportunità di investimento, forse, per una classe politica oculata, sarebbe più fruttuoso rimuovere i disincentivi quali quello dell’alto costo del lavoro: perché non si ragiona innanzitutto di questo oggi in Italia? Chi non lo fa, avendo potere e responsabilità per farlo, è oggi censurabile non meno degli sfruttatori appena smascherati: non accontentiamoci di aver tolto una pagliuzza dall’occhio del Paese prima che siano vincoli esterni, tipo Grecia, a far crollare il costo del lavoro per rilanciare gli investimenti a parità di produttività. Pasti gratis non ne esistono e, se c’erano, sono finiti.

EVASIONE FISCALE IN ITALIA. FABIO SABATINI, Evasione fiscale: se la sopravvivenza sconfina nella furbizia, IL FATTO, 31 luglio 2013

Premessa: l’evasione di sopravvivenza uccide chi le tasse le paga. È un reato odioso, che va stigmatizzato in ogni sua forma. Anche le dichiarazioni di Fassina meritano uno stigma, per tanti motivi.
Fassina non è un tecnico. Le sue dichiarazioni non sono constatazioni neutrali e scientificamente fondate, e hanno invece un valore esclusivamente politico. Fassina infatti è un politico nel senso più tradizionale del termine. E come politico è arrivato, a ogni costo, alla carica di viceministro dell’Economia, posizione di altissima responsabilità politica.


ECONOMIA AUTOMOBILISTICA. ORAZIO CARABINI, Marchionne: addio marchio Fiat?, L'ESPRESSO, 31 luglio 2013

Che con la fusione Fiat-Chrysler il quartier generale del gruppo automobilistico si trasferisca negli Stati Uniti,e magari la sede in Olanda, è ormai una certezza. Ma potrebbe non essere solo questo l'effetto del matrimonio transatlantico. L'amministratore delegato della società torinese starebbe pensando a un altro colpo di scena: il lancio di un brand tutto nuovo che farebbe scomparire dalla faccia della Terra i marchi Fiat e Chrysler.

giovedì 25 luglio 2013

ECONOMIA DELLA MODA E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO. FRANCESCA SIRONI, Abiti puliti, coscienze meno, L'ESPRESSO, 24 luglio 2013

Tre mesi fa la tragedia del crollo di uno stabilimento in Bangladesh in cui hanno perso la vita 1129 persone. Ora le multinazionali dell'abbigliamento hanno firmato un accordo in cui si impegnano a garantire la sicurezza dei lavoratori, vigilando anche dull'operato delle ditte esterne cui affidano la produzione. Ma qualche colosso ancora manca all'appello. E i risarcimenti alle vittime sono ancora in alto mare
(24 luglio 2013)

PROSTITUZIONE ED ECONOMIA. CINZIA FRANCESCHINI, Prostituzione, da Mogliano Veneto parte il referendum per riaprire le case chiuse, IL FATTO, 25 luglio 2013

Da prostitute a libere professioniste del sesso. Il sindaco di Mogliano Veneto (Treviso) Giovanni Azzolini ha chiaro cosa serve per eliminare lo sfruttamento dalle strade: riaprire le case chiuse e trasformare il mestiere più antico del mondo in un’attività imprenditoriale. A giorni partirà la raccolta firme per un referendum che vorrebbe modificare la legge Merlin del 1958, che chiuse le case di tolleranza e introdusse il reato di sfruttamento della prostituzione. Se l’entusiasmo dei votanti sarà lo stesso delle decine di cittadini di Mogliano che hanno chiamato l’ufficio del sindaco per sostenere la proposta, allora la penisola potrebbe diventare il nono Paese europeo dove vendere il sesso è un lavoro.

ITALIA. TASSE ED ECONOMIA SOMMERSA. REDAZIONE, Italia, peso delle tasse al 54% Il «sommerso» toglie al Pil 272 miliardi, IL CORRIERE DELLA SERA, 25 luglio 2013

La pressione fiscale cresciuta del 2,7% tra il 2000 e il 2013

mercoledì 24 luglio 2013

ECONOMIA DELLA MODA E SFRUTTAMENTO. Grandi marchi sfruttano lavoratrici marocchine, ABITI PULITI ORG

SETEM, l’associazione referente per Campagna Abiti Puliti in Spagna, ha presentato la ricerca “La moda española en Tánger: trabajo y superviviencia de las obreras de la confección”, che analizza le condizioni precarie di vita e di lavoro che subiscono le lavoratrici nei laboratori tessili di Tangeri fornitori delle grandi marche internazionali. La ricerca è stata realizzata con la collaborazione della Asociación Attawassol sulla base dell’esperienza di 118 operaie.


ECONOMIA DELLA MODA E SFRUTTAMENTO. DEBORAH LUCCHETTI, Lettera aperta a Dolce e Gabbana: siete sicuri che l'evasione sia la più grave notizia tra quelle che vi riguardano?, HUFFINGTON POST, 24 luglio 2013

Cari Dolce e Gabbana,
nel leggere le dichiarazioni che avete rilasciato in questi ultimi giorni ci sarebbe da farsi grasse risate, se non ci fossero degli aspetti inquietanti che accompagnano da anni il lavoro della Vostra azienda. La questione dell'evasione, pur grave di suo, infatti, non è che l'ultima notizia che vi riguarda. Ma siamo proprio sicuri che sia la più grave?

martedì 23 luglio 2013

LUSSO ED ECONOMIA. IL PUNTO DI VISTA DI UN IMPRENDITORE. IL FATTO, 20 luglio 2013

http://kikukula2.blogspot.it/2013/07/il-lusso-dal-punto-di-vista-di-un.html

IN RICORDO DELLE CRISI ECONOMICHE DEGLI ULTIMI DECENNI. ALESSANDRO OPPES, Crisi economica, i falsi miracoli del dio denaro, IL FATTO, 23 luglio 2013

Miracoli che non furono. O che sono stati qualcos’altro. Qualcosa di meno netto, più sfumato. Periodi di espansione economica, frutto di un concorso di circostanze, alcune esterne e congiunturali, altre da ascrivere alle classi dirigenti locali, mai dotate di bacchetta magica, quindi soggette ad errore. E quando le crisi, implacabili, provocano un brusco risveglio, ci si interroga: perché? Dove abbiamo sbagliato? Irlanda, Spagna, Portogallo, Argentina, solo per citare alcuni casi.

domenica 21 luglio 2013

LAVORO AGRICOLO E MIGRANTI. ECONOMIA E SFRUTTAMENTO NEL SUD DI ITALIA. LA MINISTRA KYENGE VISITA GLI ACCAMPAMENTI DEI BRACCIANTI AFRICANI IN PUGLIA. DA IL CORRIERE DELLA SERA, 21 luglio 2013

L'attesa per Cecile Kyenge, in vista nel Salento all'ex masseria Boncuri di Nardò. Quello del ministro per l'Immigrazione è stato una specie di blitz nel luogo-simbolo dello sfruttamento degli immigrati impiegati nella raccolta delle angurie e dei pomodori e poi, due anni fa, palcoscenico del primo sciopero dei braccianti contro i caporali. La visita era stata infatti annullata dalla prefettura, ma lei è andata lo stesso (Longo/Ansa)



domenica 14 luglio 2013

VIAGGIO NEL MERCATO DEGLI ELETTRODOMESTICI. VINCENZO COMITO, Il nano Indesit E I GIGANTI ASIATICI, IL MANIFESTO, 10 luglio 2013

La crisi dell'Indesit è un brutto segnale perché mostra le grandi difficoltà in cui si trovano le nostre imprese in settori che una volta erano all'avanguardia del made in Italy. L'industria nazionale degli elettrodomestici bianchi è stata a lungo uno dei principali poli produttivi europei. Nonostante le difficoltà degli ultimi tempi, il settore impiega ancora oggi 130 mila addetti tra occupati diretti ed indiretti ed appare al secondo posto, dopo l'auto, nella classifica delle attività manifatturiere più importanti del nostro paese. Ma, come quello dell'auto, è a rischio estinzione. I processi di globalizzazione e di evoluzione tecnologica, l'evoluzione dei mercati internazionali, le debolezze e i ritardi delle strategie imprenditoriali nazionali, la mancanza di politiche industriali adeguate alla sfide del presente, hanno costruito una miscela che potrebbe rivelarsi esplosiva.

TEORIE ECONOMICHE. COSMA ORSI, La potenza della povertà. Intervista con M. Yunus, IL MANIFESTO, 11 luglio 2013

Una società oltre il profitto e le politiche di austerità che hanno scandito l'agenda di molti governi nel Nord e nel Sud del pianeta. Un'intervista con l'economista e premio Nobel per la pace «inventore» del microcredito


«Un giorno i nostri nipoti andranno a visitare i musei della povertà per vedere che cosa era la povertà». Questa frase racchiude il pensiero di Muhammad Yunus, economista del Bangladesh diventato banchiere e vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2006. Come professore di economia ha sviluppato i concetti di microfinanza e microcredito, e più recentemente quello di business sociale, una tipologia economica che ha come missione la realizzazione di obiettivi sociali anziché la massimizzazione del profitto. Nel 1977 ha fondato un istituto di credito indipendente, la «Grameen Bank», la cui missione consiste nel fornire il microcredito senza garanzie ai più poveri tra i poveri respinti dagli altri istituti di credito. L'impegno di Yunus ad ampliare il raggio d'azione della Grameen l'ha portata a essere presente in più di 50 paesi nel mondo, oltre che a servire 36 mila villaggi del Bangladesh.

venerdì 12 luglio 2013

MORTI SUL LAVORO. REDAZIONE, Dove si muore lavorando 790 sono stati i decessi nel 2012, LA REPUBBLICA, 12 luglio 2013

ROMA - Le denunce pervenute all'Inail entro il 30 aprile 2013 relative a infortuni accaduti nel 2012 sono state 744.916: il dato registra una diminuzione dell'8,89% sul 2011 e del 23% sul 2008. Tra le denunce pervenute, quelle positivamente riconosciute dall'Istituto come casi di infortunio sul lavoro sono risultate 496.079, oltre 60mila in meno rispetto alle 559.504 dell'anno precedente. Per quanto riguarda gli episodi mortali, le denunce pervenute entro la stessa data e relative al 2012 sono state 1.296 (-5,19%): 790 di queste sono state effettivamente accertate dall'Inail come infortuni sul lavoro, un decremento dell'8,78% rispetto agli 866 casi mortali dell'anno precedente. Questi alcuni dei principali dati illustrati oggi dal presidente dell'Istituto, Massimo De Felice, in occasione della presentazione della Relazione annuale 2012 presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma. Presenti il vicepresidente della Camera dei deputati, Marina Sereni, il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini.

mercoledì 10 luglio 2013

ECONOMIA CRIMINALE. PALLADINO E FITTIPALDI, Rifiuti, la grande mangiatoia, L'ESPRESSO, 9 luglio 2013

Guadagnano milioni di euro ripulendo le nostre strade, gestiscono attraverso monopoli centinaia di migliaia di tonnellate di spazzatura, controllano discariche grandi come città, investono nell'affare degli inceneritori, trattano con i politici e le amministrazioni locali, finiscono - spesso - nelle inchieste della magistratura per reati ambientali e corruttivi. Sono i signori della monnezza "made in Italy", un pugno di imprenditori che da anni si spartisce un business che vale miliardi di euro l'anno, grazie a uno Stato che ha di fatto deciso di affidare ai privati un servizio pubblico strategico. In un paese, il nostro, dove il ciclo integrato dei rifiuti resta una chimera, i livelli medi di raccolta differenziata sono al palo e le emergenze - soprattutto al Sud - non sono l'eccezione, ma la norma. 

martedì 9 luglio 2013

NUOVI LAVORI. GIUSEPPE SARCINA, Il lavoro da re-inventare, LA LETTURA, 7 luglio 2013

Il mercato del lavoro è una porta chiusa da una serratura ancora misteriosa. Politici, economisti, imprenditori, sindacalisti di tutta Europa maneggiano un grosso mazzo di chiavi, provandole una dopo l’altra. In Italia dal 2001 al 2012 (con ampie pause) si è armeggiato soprattutto sulla riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, perché consentire «maggiore facilità di licenziamento» alle imprese sembrava la mossa obbligata. In Francia dal 1997 al 2005 è stato il momento della riduzione dell’orario, con la legge ideata dall’allora ministro socialista Martine Aubry: settimana di 35 ore, entrata in vigore nel 2000. In Germania, con la riforma del 2005, si è invece rinsaldata la catena che collega scuola, apprendistato e lavoro. Il «modello tedesco», declinato anche nei Paesi scandinavi e in Olanda, è oggi quello più accreditato. Il nuovo governo italiano sta adottando un approccio più composito: sconti fiscali alle aziende sui neo assunti; formazione; contratti a termine più facili da gestire.

domenica 23 giugno 2013

LA SITUAZIONE ECONOMICA MONDIALE. FRANCESCO RIGATELLI, Il blogger italiano più seguito dai cinesi: “L’Europa verso l’irrilevanza economica”, LA STAMPA, 23 giugno 2013

Alberto Forchielli, 57 anni, sostiene da tempo che la finanza mondiale sovrasti la politica: “Il nostro
Paese moralmente emarginato”

Il blogger italiano più seguito dai cinesi è un omone che lo immagini al desco di una trattoria bolognese col tovagliolo al collo come al tavolo di una trattativa d’affari internazionale. Alberto Forchielli, in entrambi i casi, è un osso duro. Bolognese, 57 anni, già dirigente Iri, presidente di Finmeccanica Asia a Singapore, consigliere della Banca mondiale a Washington, poi distaccato nei Balcani per ristrutturarli, dal 2006 ha fondato con altri Mandarin capital partners, il più grande fondo italoeuropeo, da oltre 300 milioni di euro, con investitori Intesa Sanpaolo, China development bank e China Exim bank. Blogger in inglese su www.albertoforchielli.com, tra i pochi siti occidentali tradotti in cinese su Caixin (una specie di Sole 24Ore di Pechino), attivissimo su Twitter, sostiene da tempo che la finanza mondiale sovrasti la politica.

TEORIE ECONOMICHE. MICHAEL SANDEL. DEL BO, MARCHIAFAVA, L'oscuro oggetto del desiderio, IL MANIFESTO, 12 giugno 2013

«L'economia? Non è una scienza neutrale rispetto ai valori, esistono dei limiti morali al mercato». Intervista al filosofo politico, docente ad Harward e autore del libro pubblicato da Feltrinelli editore «Quello che i soldi non possono comprare»

mercoledì 12 giugno 2013

CAPITALISMO PREDATORIO. PIETRO FOLENA, Un programma fondamentale, L'UNITA', 11 giugno 2013

(...) Oggi -ha detto J.K.Galbraith con cui abbiamo discusso qualche giorno fa- il segno del moderno capitalismo americano non è né la benefica concorrenza né la lotta di classe, né un’onnicomprensiva utopia del ceto medio. È la predazione invece ad essere diventata la caratteristica dominante, un sistema cioè nel quale i ricchi banchettano a spese del sistema, in decadenza, costruito per il ceto medio. La classe di predatori non è costituita dalla totalità dei ricchi: può anche essere osteggiata da molte persone di ricchezza equiparabile. Essa è tuttavia la forza egemone, quella che definisce le caratteristiche. I suoi attori controllano completamente lo stato nel quale viviamo. » (...)

COME SI LAVORA IN CINA. MARCO DEL CORONA, Il «made in Italy» nel campo di lavoro cinese, 12 giugno 2013

Nel campo di lavoro di Masanjia, in Cina, i prigionieri confezionavano “decorazioni natalizie destinate alla Corea del Sud” ma anche piumini “che venivano etichettati come “made in Italy”". Il passaggio colpisce come uno schiaffo. E’ contenuto nell’articolo che Andrew Jacobs ha scritto per il New York Times e che l’edizione europea dell’ International Herald Tribune riporta oggi in prima pagina.

venerdì 7 giugno 2013

LAVORO AGRICOLO E MIGRANTI. ITALIA. ROSSELLA ANITORI, Più di 300 mila nei campi senza diritti il caporalato dilaga da Nord a Sud, LA REPUBBLICA, 5 giugno 2013

In tutta Italia lo sfruttamento della manodopera è una pratica consolidata e a farne le spese sono soprattutto gli stranieri. Secondo le stime dell'Istat il lavoro nero nell'agricoltura arriva al 43%, cifra che costa allo Stato 420 milioni di euro ogni anno


L'AFRICA IN ITALIA. PUGLIA. UNA CITTA' PER BRACCIANTI AFRICANI. ROSSELLA ANITORI, In Puglia la prima città dei braccianti neri Così vivono ottocento forzati della terra, LA REPUBBLICA, 3 giugno 2013

A Rignano Garganico, pochi chilometri da Foggia, in una una zona isolata sorge un ghetto che è diventato un villaggio. Con i suoi ristoranti, i suoi bar e persino una radio autogestita dove la gente racconta la propria vita, i propri bisogni, le proprie aspirazioni. I lavoratori stagionali sono arruolati da caporali africani che hanno potere assoluto. Gli arrivi da tutta Italia ma più della metà degli abitanti ci risiede stabilmente. Ecco le loro testimonianze


mercoledì 5 giugno 2013

CRISI ECONOMICA E SUICIDIO. GIAPPONE. PIO D'EMILIA, Giappone, quelle “morti in solitudine” per la crisi dell’economia e della famiglia, IL FATTO, 5 giugno 2013

La settimana scorsa una donna di circa 30 anni è stata trovata morta, con accanto la sua bambina di 3 anni, in un appartamento di Osaka. Accanto ai corpi in avanzato stato di decomposizione  (“c’erano solo ossa e vestiti, e un’enorme macchia sui tatami, che evidentemente avevano assorbito gli umori”, ha riportato la Fuji Tv, l’unico media nazionale a riportare la notizia) un biglietto: “Non sono riuscita a nutrirla”. La polizia, chiamata dai vicini per via degli odori divenuti oramai insopportabili, ha trovato un appartamento in condizioni di assoluto degrado, privo di frigorifero, utenze staccate da mesi.

lunedì 3 giugno 2013

DENARO E CRISTIANESIMO. MAURO MAGATTI, L'idea di denaro di papa Francesco aiuta a capire le radici della crisi, IL CORRIERE DELLA SERA, 31 maggio 2013

Negli ultimi giorni, papa Francesco ha più volte espresso valutazioni severe sullo stato dell'economia globale, sottolineando in particolare la diffusa sofferenza umana che mette a repentaglio la vita di tanti. Gli interventi hanno avuto accenti forti, arrivando a denunciare il «feticismo del denaro» e il rischio di una «dittatura di un'economia senza volto né scopo». Nel suo stile, Bergoglio, partendo dai risvolti quotidiani delle difficoltà che viviamo, ha auspicato una riforma della finanza capace di riportarla al servizio dell'economia reale. Sul tema, la linea di Francesco è la stessa di Benedetto: l'economia è uno strumento al servizio dell'uomo. Ma quando il rapporto si inverte, un bene si trasforma in male.



sabato 1 giugno 2013

ITALIA. EVASIONE FISCALE. I REDDITI DEL 2012. REDAZIONE, Discoteche e gioiellieri, redditi da fame: dichiarazioni medie sotto i 18 mila euro, LA REPUBBLICA, 31 maggio 2013

ROMA - Vita dura per i gioiellieri, costretti a vivere in media con meno di mille e cinquecento euro al mese. O almeno questo è quanto emerge dalle dichiarazoni dei redditi di impresa o di lavoro autonomo degli studi di settore (2012, anno di imposta 2011) diffusi oggi dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia.

CINA. MORIRE DI LAVORO. REDAZIONE, Cina: turni anche di 24 ore consecutive, un 14enne muore per «troppo lavoro», IL CORRIERE DELLA SERA, 1 giugno 2013

Il decesso nei dormitori della Yinchuan Electronic Company di Dongguan che lavora per Samsung, Sony, Canon e Asus

mercoledì 22 maggio 2013

CINA. ANCORA SUICIDI IN FABBRICA. REDAZIONE, Ancora suicidi alla Foxconn: tre lavoratori si lanciano nel vuoto, LA REPUBBLICA, 20 maggio 2013

ANCORA tragedia alla Foxconn, uno dei più grandi "contractor" taiwanesi per la produzione di dispositivi hi-tech come smartphone, schede per computer e televisori, assemblati in impianti cinesi. L'ormai tristemente nota 'fabbrica dei suicidi' non smentisce il suo nome: negli ultimi 20 giorni si sono infatti registrati tre suicidi tra gli operai.

lunedì 20 maggio 2013

CRISI ECONOMICA E PROPOSTE PER LA CRESCITA. ALESINA, GIAVAZZI, Quel tre per cento non sia un tabù, IL CORRIERE DELLA SERA, 17 maggio 2013


La politica di bilancio in Italia è vincolata da puntuali regole europee. Esse prevedono che un Paese mantenga piena flessibilità nei propri conti pubblici solo se il suo deficit è inferiore al 3% del Prodotto interno lordo. Ad esempio la Germania, che quest'anno prevede di chiudere il bilancio in pareggio, potrebbe, se volesse, varare investimenti pubblici per 80 miliardi di euro (tre punti di Pil) perché rimarrebbe entro la soglia massima. Invece la Francia, che prevede un deficit del 4%, deve ridurlo e non le è consentito scorporare gli investimenti pubblici, né tener conto dell'effetto della recessione sui propri conti.

mercoledì 15 maggio 2013

GLOBALIZZAZIONE E SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI. BANGLADESH. STEFANO FELTRI, La globalizzazione sotto le macerie di Dhaka, IL FATTO, 15 maggio 2013


Questa settimana due notizie importanti sono passate quasi inosservate in Italia. La prima: il diplomatico brasiliano Roberto Azevedo è stato scelto come nuovo capo del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, al posto del francese Pascal Lamy. Seconda notizia: in Bangladesh una lavoratrice è stata estratta dalle macerie del Rana Plaza dopo 17 giorni, ma il conto delle vittime del crollo di quella enorme fabbrica tessile è arrivato a 1127, e ci sono ancora dei dispersi.




domenica 12 maggio 2013

ECONOMIA FINANZIARIA E SPECULAZIONE. PARLA GEORGE SOROS. REDAZIONE, George Soros, lo speculatore (non) pentito: "Giusto l'attacco all'Italia del 1992. Noi solo messaggeri di cattive notizie" , L'HUFFINGTON POST, 12 maggio 2013


Ventuno anni fa, con il suo fondo Quantum, contribuì a portare la lira, e la nostra economia, a un passo dal baratro. Ora, George Soros, finanziare americano di origini ungheresi con un patrimonio da 14 miliardi di dollari e una seconda vita da filantropo, è fresco vincitore del premio Terzani, ricevuto ieri a Udine per il suo saggio "La crisi globale e l'instabilità finanziaria europea". Da lì, parlando con Repubblica e La Stampa, ripercorre la massiccia operazione speculativa che mise in ginocchio nel 1992 il Paese. E difende, non senza un certo cinismo, tutte le sue mosse.

mercoledì 8 maggio 2013

LAVORO SFRUTTATO. BANGLADESH. REDAZIONE, Bangladesh, sono più di 800 i morti nel crollo dell'edificio a Dacca, LA REPUBBLICA, 8 maggio 2013

BANGLADESH - Il bilancio delle vittime del crollo del Rana Plaza, la fabbrica di nove piani crollata quindici giorni fa nella periferia di Dacca in Bangladesh, ha superato le ottocento vittime. Lo ha fatto sapere oggi portavoce dell'unità di crisi dell'Esercito bangladese che coordina le operazioni di ricerca, tenente Mir Rabbi, dopo la scoperta nella notte di martedì di altre decine di corpi e la morte di tredici persone ricoverate in ospedale. E' la tragedia con più vittime nella storia del Paese


mercoledì 1 maggio 2013

GOVERNO LETTA ED ECONOMIA. ROBERTO CICCARELLI INTERVISTA L'ECONOMISTA C. MARAZZI, "Letta navigherà a vista", IL MANIFESTO, 30 aprile 2013


CHRISTIAN MARAZZI «È urgente prendere coscienza del fallimento dell'austerità. L'unica cosa che riesco a vedere è una rivolta sociale»
Un critico dell'economia politica
Christian Marazzi è uno dei più acuti economisti, critici del capitalismo, che da anni insegna in diverse università europee e alla State University di New York. Attualmente è docente alla Scuola universitaria e professionale della Svizzera italiana. È autore dei saggi come «E il denaro va» (Casagrande/Bollati Boringhieri 1998), «Finanza bruciata» (Casagrande 2009) e «Il comunismo del capitale» (Ombre Corte 2010).

martedì 30 aprile 2013

SFRUTTAMENTO DEL LAVORO DELOCALIZZATO. STRAGE IN BANGLADESH. MARCO QUARANTELLI, Bangladesh, strage di lavoratori tessili. E le foto “accusano” Benetton, IL FATTO, 30 aprile 2013


Una camicia di colore scuro, sporca di polvere, fotografata tra le macerie. Sul tessuto, l’etichetta verde acceso, inconfondibile: “United Colors of Benetton“, recita la scritta. Dalle macerie del Rana Plaza, il palazzo di otto piani alla periferia di Dacca, in Bangladesh, che lo scorso mercoledì si è sbriciolato uccidendo almeno 381 operai, cominciano ad affiorare le prime verità. Le fabbriche tessili che avevano sede nel palazzo, e i cui dipendenti lavoravano in assenza delle più elementari condizioni di sicurezza, producevano capi di abbigliamento per conto di multinazionali occidentali, tra cui a quanto pare Benetton. L’azienda veneta aveva in un primo primo momento negato legami con i laboratori venuti giù nel crollo, ma lunedì, dopo la pubblicazione delle foto, su Twitter è arrivata una prima ammissione: “Il Gruppo Benetton intende chiarire che nessuna delle società coinvolte è fornitrice di Benetton Group o uno qualsiasi dei suoi marchi. Oltre a ciò, un ordine è stato completato e spedito da uno dei produttori coinvolti diverse settimane prima dell’incidente. Da allora, questo subappaltatore è stato rimosso dalla nostra lista dei fornitori“.


'United Colors of Benetton' clothes found at site of building collapse in Bangladesh

  • Shirts with United Colors of Benetton labels seen in the rubble
  • AFP have seen orders from UCB to suppliers at the plaza
  • Company deny their suppliers were involved in the tragedy 
  • from HERALD SUN 28 aprile 2013

domenica 28 aprile 2013

PROVVEDIMENTI ECONOMICI DEL NUOVO GOVERNO: DA DESTRA...POLITICHE DI SINISTRA. FRANCESCO FORTE, Investire nelle grandi opere unica ricetta per il rilancio, IL GIORNALE, 28 aprile 2013

Questo è il momento buono per rilanciare le infrastrutture e il credito agevolato per gli investimenti. Però c'è un ingorgo. Da un lato, come ha rilevato Nicola Porro ieri, l'onda di piena della liquidità mondiale sta inondano i mercati, a causa della espansione monetaria del Giappone e degli Usa.

venerdì 26 aprile 2013

CAPITALISMO DELOCALIZZATO E SFRUTTAMENTO: 300 MORTI A DACCA. REDAZIONE, Bangladesh, operai in piazza chiedono giustizia, IL CORRIERE DELLA SERA, 26 aprile 2013


La rivolta dopo il crollo di Dacca: «A morte i responsabili» «Almeno 300-400 persone sotto le macerie, alcune ancora vive»

Un bilancio, ancora provvisorio, di più di 300 morti, 62 persone tratte in salvo, più di mille feriti e un numero imprecisato - tra 300 e 400 secondo le ultime stime dei soccorritori - di persone sotto le macerie dell'edifico crollato mercoledì a Dacca, in Bangladesh. Alcune di queste, ha detto un responsabile dei vigili del fuoco «sono ancora vive. Speriamo di riuscire a salvarle».


lunedì 22 aprile 2013

CONSUMISMI AL FEMMINILE. SERENA TIBALDI, Se lo shopping è uno spreco, DMODA LA REPUBBLICA

Un'inchiesta del Wall Street Journal rivela che le americane indossano regolarmente solo il 20% degli abiti che possiedono. Il fenomeno con gli anni si è fatto sempre più massiccio, e risolverlo non è così semplice. E voi quali capi non avete mai indossato? Mandateci le loro foto alla mail redazione@d.repubblica.it scrivendo "Il mio armadio" e raccontandoci perché li avete comprati

TECNICA E DISOCCUPAZIONE. VERSO LA CIVILTA' DEL DOPOLAVORO, di M. Gaggi, LA LETTURA


Forse Marc Andreessen esagera o è addirittura fuori strada quando sentenzia che in futuro ci saranno solo due tipi di posti di lavoro: quelli in cui dici al computer cosa fare e quelli nei quali è un computer a dirti quello che devi fare. Con il corollario inquietante della scomparsa del ceto medio che, già messo alle corde dagli effetti della globalizzazione (concorrenza del lavoro dei Paesi emergenti che ha proletarizzato la middle class), verrebbe definitivamente spazzato via dalla rivoluzione tecnologica che polarizza ulteriormente i redditi: da un lato gli esecutori, dall’altro quella che Richard Florida ha definito la «classe creativa». Che, però, nei dieci anni trascorsi dalla pubblicazione del saggio del celebre sociologo americano, ha cominciato a restringersi manmano che l’«intelligenza artificiale» delle macchine ha imparato a sostituire mestieri sempre più sofisticati.

sabato 20 aprile 2013

SOCIOLOGIA ED ECONOMIA. MAURO MAGATTI, Una bussola europea per la crescita, IL CORRIERE DELLA SERA, 18 aprile 2013


Membro della Ue e parte dell'area euro, l'Italia è, oggi, un Paese a sovranità limitata. Dico questo non per sottolineare un aspetto negativo, ma semplicemente per ribadire i termini entro i quali il sistema politico nazionale si trova oggi a operare. Ricordiamo brevemente cosa c'è alle nostre spalle. Nel novembre 2011 - un tempo che sembra lontanissimo - dietro forti sollecitazioni internazionali ha visto la luce il governo tecnico. In Europa - e non solo - si era molto preoccupati circa gli esiti della crisi. Per questo, era necessario mettere in sicurezza il caso Italia.

giovedì 18 aprile 2013

CAPITALISMO MALAVITOSO. FABRIZIO GATTI, 'Giornalista io ti ammazzo', L'ESPRESSO, 18 aprile 2013


Il vicepresidente della Confindustria di Monza. Intervistato sui suoi rapporti d'affari con un sindaco della Lega e la camorra. A un certo punto minaccia e sequestra per un'ora il nostro inviato. Ecco il video
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/giornalista-io-ti-ammazzo/2204978?ref=HREC2-5



mercoledì 17 aprile 2013

PARADISI FISCALI, CRAXI E BERLUSCONI ALL'OPERA. GILIOLI A., Bettino e Silvio, i nostri soldi, Antigua, L'ESPRESSO, 19 ottobre 2010


Lorenzo Campani aggiunge qualche impressionante e documentato tassello alla vicenda dei rapporti tra il governo italiano e quello di Antigua, da Bettino al Cavaliere, chiudendo il cerchio aperto da Report.
In sintesi, «nel 1984 il governo presieduto da Craxi decide di finanziare con soldi pubblici la costruzione di resort e strutture di lusso nei Caraibi. (…) Vent’anni dopo, il governo presieduto da Berlusconi cancella il 90 per cento del prestito e degli interessi maturati (pari a circa 160 milioni di euro) accontentandosi di un “pagherò” di 14 milioni di euro».


RICCHI ITALIANI ALLE ANTILLE. GIORGIO RUFFOLO, Una vergogna chiamata off-shore, L'ESPRESSO, 8 novembre 2010

I am lost in paradise, cantava nostalgicamente Johanna Wang in una canzone divenuta famosa: mi sono smarrita in paradiso. Suggerirei ai governi di adottarla all'apertura del prossimo G20, quando si tratterà di affrontare il tormentato problema dei paradisi fiscali.
Da quando il mondo è stato scosso dalla più violenta crisi economica degli ultimi ottant'anni si susseguono le lamentazioni e le indignazioni sul ruolo che nella crisi hanno svolto i circa 50 paradisi fiscali (anche il loro numero è controverso) esistenti nel mondo, i quali - cito da una recente risoluzione del Parlamento europeo - "incitano a praticare l'evasione fiscale, la frode fiscale e la fuga dei capitali".

RICCHI ITALIANI ALLE ANTILLE. Vittorio Malagutti, Leo Sisti e Michele Sasso, I nababbi coi soldi alle Antille, L'ESPRESSO, 11 aprile 2013







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SECONDA PUNTATA
C'è il capitano d'industria e l'ex pilota diventato (senza gran fortuna) il patron di una compagnia aerea. E poi il guru del fisco insieme agli eredi di un celebre archistar. Storici produttori cinematografici e gli ultimi padroni di Postalmarket. Tutti a caccia di affari, ma dietro lo schermo di società con base nelle Antille o in Polinesia. Il catalogo degli italiani offshore, anonimi frequentatori di trust e riservatissime holding, promette molte sorprese. Eccoli, allora, i nomi. Un primo elenco che "l'Espresso" ha rintracciato tra gli oltre 200 nostri connazionali citati nel gigantesco archivio svelato grazie al lavoro dell'International Consortium of Investigative Journalists. Va precisato che non è di per sé un reato controllare società in paradisi offshore come le isole Cook o le British Virgin Islands. Entrambi questi staterelli sono però inseriti nella black list dell'Agenzia delle Entrate, cioè a forte sospetto di evasione fiscale per i contribuenti che si rifugiano da quelle parti.

CRISI DEL CEMENTO. ITALCEMENTI DELOCALIZZA. PA. PIC., Italcementi dimezza gli stabilimenti in Italia, IL CORRIERE DELLA SERA, 17 aprile 2013

Pesante riduzione dell'attività italiana per Italcementi che intende dimezzare gli stabilimenti nel nostro paese da 17 a 8 siti. A dare l'annuncio il direttore generale Giovanni Battista Ferrario all'assemblea degli azionisti a Bergamo. Il gruppo del cemento che fa capo alla famiglia Pesenti per il 2013 punta ai Paesi emergenti, come Thailandia, India, Marocco. Le attività negli Usa, ha detto Ferrario, registrano una «partenza buona» nel 2013.

lunedì 15 aprile 2013

CONFORMISMO, ANTICONFORMISMO, ETICA ED ECONOMIA. ELIO MATASSI, Da Keynes a Smith, il trionfo del conformismo e la ricerca dell’equità, IL FATTO, 15 aprile 2013


Nell’introduzione a un bel libro, Noi siamo la rivoluzione. Storie di uomini e donne che sfidano il loro tempo, l’autore, Federico Fubini, parla della parabola di Keynes. Nel periodo della Grande Depressione negli anni Trenta il grande economista entra nel merito della “tirannia della preferenza media” attraverso una pagina di giornale che aveva trovato da qualche parte. Si trattava di un avviso per un concorso di bellezza, ma la scelta delle sei più belle – questa è la logica che regola il paradosso del conformismo – avrebbe dovuto, in realtà, sintonizzarsi sul responso della maggioranza. Non è questione di scegliere i volti che, in merito al proprio giudizio, vengano ritenuti i più gradevoli, ma quelli che l’opinione media ritiene tali. Osservò, in proposito, con finezza il grande economista di Cambridge: “Siamo arrivati al terzo grado, in cui consacriamo le nostre intelligenze ad anticipare ciò che l’opinione media si aspetta che l’opinione media sia”. Questa legge che sancisce il trionfo del conformismo può essere estesa analogicamente ai mercati finanziari, in modo particolare in un momento di crisi epocale come quello vissuto negli anni Trenta e in quello che stiamo vivendo nella nostra contemporaneità.

domenica 14 aprile 2013

DISEGUAGLIANZA OGGI. I LIBRI DI BAUMAN E STIGLITZ. B. VECCHI, L'amara libertà di essere diseguali, IL MANIFESTO, 9 aprile 2013


Nei recenti libri di Joseph Stiglitz e Zygmunt Bauman, la crescita della differenze sociali e di reddito è figlia dell'austerità. Come illustra in un suo saggio, la filosofa Ilaria Possenti ne evidenzia il nesso con una intermittenza nel mercato del lavoro

martedì 26 marzo 2013

SOCIOLOGIA DEL CAPITALISMO CONTEMPORANEO. MAURO MAGATTI, La politica ascolti le parole del Papa, IL CORRIERE DELLA SERA, 25 marzo 2013


Popolo, poveri, umiltà, misericordia. Le prime parole di papa Francesco suonano straordinariamente attuali, non solo per rinnovare la Chiesa cattolica, ma anche per rianimare le economie e le democrazie avanzate. Ieri ha dato coraggio ai giovani: «Non siate tristi, non fatevi rubare la speranza...». Targare politicamente queste parole sarebbe sbagliato. L'impiego delle categorie costruite lungo l'asse innovazione-conservazione, se applicate a una istituzione che ha attraversato duemila anni di storia, è fuorviante. Semplicemente perché il rinnovamento della Chiesa - quello che propose Francesco d'Assisi e a cui il nuovo Papa esplicitamente ha deciso di richiamarsi - è fondamentalmente un ritorno alle origini. Un movimento quasi del tutto estraneo alla sensibilità moderna per la quale cambiare significa, unilateralmente, proiettarsi sul futuro.

lunedì 18 marzo 2013

FORNERO E RIFORMA DEL LAVORO, da LA REPUBBLICA, 18 marzo 2013


SOCIOLOGIA DEL CAPITALISMO CONTEMPORANEO. ROBERTO FESTA, Il capitalismo illiberale. Intervista con Mauro Magatti, LA REPUBBLICA, 6 luglio 2009


Una libertà illimitata, assoluta, indifferente a norme e freni. Una libertà spesso apparente, spezzata, che limita gli uomini più che spingerli a realizzarsi, che li isola più che aiutarli a creare solidarietà. E' la libertà del capitalismo tecno-nichilista, il mondo segnato da razionalità scientifica e volontà di potenza - economica, politica, esistenziale - raccontato da Mauro Magatti in Libertà immaginaria. Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista (Feltrinelli, pagg. 432, euro 30).

martedì 5 marzo 2013

CRISI ECONOMICA E RIMEDI. JOSEPH STIGLITZ. INTERVISTA DI ANTONIO CARLUCCI, 'Italia, liberati dai Draghi', L'ESPRESSO, 5 marzo 2013

E' cambiato tutto in America. E' finita l'era della crescita senza fine, è chiusa la fase in cui la maggioranza vedeva migliorare il proprio tenore di vita, è storia del passato quel sentimento comune che era a portata di mano l'ingresso nella classe media, quella middle classe che nei libri, nei film era sinonimo di casa, auto e figli all'università. Sta finendo persino l'epopea del Sogno Americano, la bandiera che per gli americani e per coloro che hanno lasciato patria e affetti per venire negli Stati Uniti sventolava dicendo "qui avrai l'opportunità che cerchi, basta che lavori sodo e sei un bravo cittadino". Parola di un premio Nobel, Joseph Stiglitz, economista e professore alla Columbia University che ha dedicato a questo tema il suo ultimo libro "Il prezzo della disuguaglianza" (in uscita con Einaudi) e che racconta come negli ultimi trent'anni gli Usa siano finiti tra i Paesi avanzati ai primi posti in tema di disuguaglianza. Come è potuto accadere? Colpa dell'egoismo, dell'individualismo sfrenato, di una cultura che, dice Stiglitz a "l'Espresso", ha visto prevalere «il singolo sulla comunità, il privato sul pubblico».


mercoledì 27 febbraio 2013

SVIZZERA. CRISI ECONOMICA. Svizzera, dipendente spara in fabbrica: due vittime, sette feriti. Morto l'autore del gesto, LA REPUBBLICA, 27 febbraio 2013

ZURIGO - Dramma in un grande impianto per la lavorazione del legno a Menznau, nel cantone svizzero di Lucerna. Poso dopo le 9 di stamane, un dipendente è entrato in sala mensa e ha fatto fuoco contro i colleghi. Il bilancio della locale procura parla di tre morti tra cui lo sparatore e sette feriti, sei in gravi condizioni. E' accaduto in uno stabilimento della Kronospan, azienda austriaca leader mondiale nei pannelli in legno. Alla stampa elvetica il direttore dell'impianto, Mauro Capozzo, ha descritto l'autore del gesto come "un uomo tranquillo, lavorava qui da più di 10 anni, ma negli ultimi anni aveva evidenziato problemi psichici: parlava da solo o a persone assenti e talvolta interrompeva in modo inopportuno le conversazioni degli altri".


lunedì 25 febbraio 2013

CRISI ECONOMICA E SUICIDI. REDAZIONE, La crisi e la multa di Equitalia: Ravenna, imprenditore suicida, LA REPUBBLICA, 25 febbraio 2013

Un piccolo imprenditore si è tolto la vita nel magazzino della propria ditta ad Alfonsine, nel Ravennate. Lo riporta la stampa locale. Secondo i famigliari a spingerlo sono state anche le difficili condizioni economiche in cui versava l'azienda, anche se l'imprenditore - G.G., 50 anni - non ha lasciato scritti.

A pesare sarebbe stata la situazione economica della ditta, con sei dipendenti, aggravata da una pesante sanzione di Equitalia da quasi 50mila euro, ma ci sarebbero anche recenti difficoltà nella sfera personale. L'uomo conduceva con i parenti un'azienda nel settore degli imballaggi industriali in legno e arredo giardino.

domenica 24 febbraio 2013

CONTRO LA RELIGIONE CAPITALISTICA LA RELIGIONE PAOLINA. CLAUDIO CANAL, Paolo di Tarso, quasi un Lenin mediterraneo, IL MANIFESTO, 23 febbraio 2013


Un libro (SAN PAOLO RELOADED, Transeuropa) che è un parco giochi teologico e filosofico, in cui Zizek asserisce che il cristianesimo è troppo prezioso per essere lasciato a fondamentalisti e agguerriti conservatori

CONSUMISMO E PSICOANALISI. DANIELA ZAPPALA'. Ma l'uomo di oggi ha i piedi di sabbia?, AVVENIRE, 21 febbraio 2013


​«Viviamo in un’epoca che cerca di farsi ascoltare anche attraverso coloro che varcano la soglia di uno psicanalista». Catherine Ternynck, francese, ha costruito la propria visione di certe sofferenze tipiche dell’Europa di oggi innanzitutto attraverso l’ascolto di centinaia di "clienti" stesi su un lettino. A proposito del suo ultimo saggio in uscita in Italia, L’uomo di sabbia, individualismo e perdita di sé (Vita e Pensiero, pp. 204, euro 16),

la psicanalista racconta che è nato dalla percezione di una trama di fondo, «la distanza crescente fra l’esigenza individualista di performance, o di competenza, e il declino dei valori umanistici». Un divario dalle immediate ricadute sociali: «Almeno in Francia, constato un fossato fra coloro che sembrano adatti per la corsa individualista e gli altri, i quali diventano spesso prede del consumismo e dell’edonismo, come se esistesse una predisposizione per finire ai margini».

venerdì 8 febbraio 2013

CAPIRE IL LAVORO. UNA INIZIATIVA EDITORIALE DE LA REPUBBLICA, STEFANO CARLI, Capire il lavoro, tra precariato disoccupazione e nuove possibilità, LA REPUBBLICA, 8 febbraio 2013

ROMA - Nell'ultimo trimestre dello scorso anno il tasso di disoccupazione è aumentato sull'anno prima di quasi due punti. La disoccupazione giovanile di 5 punti. Eppure sono stati registrati in quello stesso trimestre 218 mila nuovi contratti. In ben 17 regioni le assunzioni sono in ripresa rispetto all'anno prima. E' vero che solo 31 mila sono a tempo indeterminato, ma sono comunque posti. Eppure i giovani sono rimasti fuori. E' il segnale che sono lavori vecchi: per questo non si assumono giovani ma persone che hanno già esperienza. La classe di età più vicine alla pensione è quella meno toccata dalla crescita della disoccupazione. E poiché sono lavori vecchi, sono anche pagati meno. La crisi dei consumi interni, o detto in termini più esatti, il fatto che gli italiani abbiano tagliato le loro spese, dall'alimentazione all'abbigliamento, al tempo libero dipende dal fatto che ci sono disoccupati, troppi cassintegrati e le retribuzioni di quelli che hanno un lavoro sono basse. Non crescono da anni per da anni non cresce la produttività.

domenica 3 febbraio 2013

CRISI DEL CAPITALISMO CONTEMPORANEO. GIORGIO RUFFOLO E STEFANO SYLOS LABINI, Ma questo capitalismo è morto, L'ESPRESSO, 26 marzo 2012


Si riparla molto, in giro, di capitalismo. Per quanto strano possa sembrare Marx non usò mai questo nome. Di capitale sì, parlò molto. E la madre se ne doleva: ah, se Karl avesse parlato un po' meno di capitale e se ne fosse messo un po' da parte!

PER LA RICERCA IN CORSO. INDICAZIONI BIBLIO-SITOGRAFICHE SUL LAVORO. AGGIORNAMENTI 3 febbraio

I DOCUMENTI CHE SONO REPERIBILI IN QUESTO ELENCO SONO UTILI PER FARSI UNA IDEA DI COSA STIA ACCADENDO ALL'INTERNO DEL COSIDDETTO MERCATO DEL LAVORO, OSSIA DI QUEL LUOGO ISTITUZIONALE IN CUI SI RI-DISEGNANO CONTINUAMENTE, NORMATIVAMENTE, SOCIALMENTE, POLITICAMENTE, FUNZIONI E SIGNIFICATI DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA COSI' COME ESSA VIENE CONCEPITA ALL'INTERNO DELLA CULTURA OCCIDENTALE E DI QUELLE CULTURE CHE, SEMPRE PIU', TENDONO AD ISPIRARSI AD ESSA. GRAN PARTE DEI MATERIALI INDICATI RIGUARDANO, TUTTAVIA, LA SITUAZIONE ITALIANA.
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IL LAVORO, DOMANI. DOMENICO DE MASI, SOCIOLOGO ALLA SAPIENZA DI ROMA. di M. E. F., IL CORRIERE DELLA SERA, 1 febbraio 2013

Nell’era delle macchine, se i lavori fisici e quelli intellettuali ripetitivi sono destinati a scomparire, gli unici a mantenere posizione saranno i creativi: Domenico De Masi (foto), docente di sociologia del lavoro alla «Sapienza» di Roma prevede che, senza grandi exploit, continueranno a crescere. I talenti, però, spesso non trovano spazio.


mercoledì 23 gennaio 2013

STATO E MERCATO CAPITALISTICO. PIERO OSTELLINO, L'empirismo del pensiero liberale, IL CORRIERE DELLA SERA, 19 GENNAIO 2013


Democrazia crescita e giustizia sociale latitano dove non c'è il mercato


LA CONDIZIONE DEL CAPITALISMO OGGI. EMANUELE SEVERINO, Buona politica in aiuto della scienza. Ricetta per un capitalismo migliore, IL CORRIERE DELLA SERA, 19 gennaio 2013

C he cos'è oggi un «governo tecnico» in Europa ? e, con qualche riserva, nel mondo? È un insieme di decisioni, vincolanti per un popolo, che, guidate dalla competenza scientifica, si propongono il benessere di quel popolo. Ma tale benessere non è lo stesso per le destre, le sinistre, la Chiesa cattolica, il comunismo cinese, l'islam, ecc.: in generale, per le diverse concezioni culturali dell'«uomo» e del «bene».


IL LAVORO OGGI. GIOVANNI SARTORI, L'economia del prozac, IL CORRIERE DELLA SERA, 23 gennaio 2013

Fino all’Ottocento l’economia era soprattutto agricola. C’erano anche l’artigianato (le botteghe) e i commerci; ma prima di tutto, tutti dovevano mangiare. Poi arrivò, all’inizio dell’Ottocento, la prima rivoluzione industriale con l’invenzione del telaio meccanico, e per esso delle fabbriche tessili. La seconda rivoluzione industriale fu quella della catena di montaggio delle automobili di Henry Ford, del quale si ricorda il detto: comprate l’automobile del colore che volete purché sia nero. Ma già negli anni Sessanta si profetizzò l’avvento della «società dei servizi» che può essere considerata anch’essa una rivoluzione industriale perché fondata sull’avvento dei computer. Difatti il paesaggio esibì sempre meno fabbriche e sempre più uffici.

mercoledì 16 gennaio 2013

IL LAVORO OGGI IN ITALIA. MAURO MAGATTI, Il lavoro, non il consumo, prioritario per il rilancio dell'economia, IL CORRIERE DELLA SERA, 15 gennaio 2013


Il rilancio economico costituisce l'obiettivo più urgente della prossima legislatura: i dati sulla produttività, sui livelli della disoccupazione giovanile, sul calo dei consumi dicono che la situazione, ormai insostenibile anche dal punto di vista sociale, va affrontata con coraggio, senza limitarsi a un'ottica di breve periodo, ma avendo in mente di riqualificare il modello su cui l'economia italiana si è retta negli ultimi decenni.



domenica 13 gennaio 2013

IL LAVORO IN ITALIA OGGI. DARIO DI VICO, Chi riconosce e paga il nuovo operaio jolly. Lombardia apripista, IL CORRIERE DELLA SERA, 23 novembre 2012


I più bravi sono gli alimentaristi ma anche in diverse aziende metalmeccaniche lombarde la contrattazione aziendale sta facendo nascere una nuova figura di lavoratore: l’Operaio Jolly o se preferite polivalente, capace di alternarsi su più mansioni e postazioni.