giovedì 25 giugno 2015

CRISI ECONOMICA. IMPRENDITORI E SUICIDI. S. NOTO, Crisi: Egidio Maschio, chi e cosa ammazza gli imprenditori che si suicidano, IL FATTO, 25 giugno 2015

L’ennesimo suicidio di un imprenditore in difficoltà, in particolare il caso di ieri di Egidio Maschio, co-fondatore e Presidente di un gruppo industriale per la produzione di attrezzature agricole che dà da lavoro a 2.000 persone, ci obbliga a tornare su un tema che avrei preferito evitare come la peste, perché delle morti non si dovrebbe parlare ma restare in rispettoso silenzio. Ma non è dell’atto autolesionistico in sé che vorrei discutere, anche se il fenomeno è talmente diffuso – 402 casi tra il 2012 e metà 2014 – da imporre una riflessione generale. Infatti al di là di ogni difficile considerazione giusta e legittima che però tende a polverizzare le responsabilità quello che ci interessa dire è che c’è qualcosa di patologico nel fenomeno, che ci sono fattori che più di altri contribuiscono a determinare questa inaccettabile mattanza.

IL TRATTATO TRANSATLANTICO SUL LIBERO COMMERCIO. Ttip, tutti i motivi (documentati) per opporsi, IL FATTO, 25 giugno 2015

Spesso si accusa chi si oppone al Trattato transatlantico di superficialità. Eppure i motivi per opporsi sono molti e documentati: intanto il Ttip non è una risposta immediata alla crisi. Lo studio del Cerp del 2013 evidenzia come in caso di condizioni ottimali (taglio del 100% delle tariffe e del 25% delle Barriere non tariffarie) l’aumento del Pil sarebbe di +0,48% medio all’anno dal 2027. Numeri certamente non stratosferici che dovremmo aspettare per 12 anni. Non certo una risposta just-in-time alla crisi.

mercoledì 17 giugno 2015

JOBS ACT E CONTROLLO TELEMATICO DEI LAVORATORI A DISTANZA. REDAZIONE, obs act: non serviranno più accordi sindacali o autorizzazioni per controllare pc o cellulari lavoratori, CORRIERE DELLA SERA, 17 giugno 2015

Un altro aspetto della nuova normativa sul lavoro che farà discutere. «Accordo sindacale o autorizzazione ministeriale non sono necessari per l’assegnazione ai lavoratori degli strumenti utilizzati per rendere la prestazione lavorativa, pur se dagli stessi derivi anche la possibilità di un controllo a distanza del lavoratore». Così il decreto Jobs act modifica lo Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza e su telefonini e pc ai dipendenti: non è necessario il via libera per poterli controllare.

lunedì 15 giugno 2015

TTIP ACCORDO SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE. P. BECCHI, G7, il Ttip e la fase suprema della globalizzazione –, IL FATTO, 12-13 giugno 2015

Il dato più preoccupante del recente incontro del G7 è la promessa di realizzare in tempi brevi il Ttip, come ha rassicurato la cancelliera Merkel, ormai unica voce in rappresentanza dei Paesi europei, che non a caso per fare un piacere a Obama non ha dimenticato di minacciare un inasprimento delle sanzioni alla Russia, colpevole di aver violato la sovranità dell’ Ucraina quando tutti ormai sanno il gioco sporco che Usa e Ue hanno fatto e stanno facendo in quella regione. Se non fosse per l’irrilevanza di queste riunioni annuali, che non fanno altro che ribadire progetti e decisioni prese in altri contesti molto meno pubblicizzati, si potrebbe relegare il tutto all’ennesimo carrozzone messo in piedi dai Paesi più industrializzati, su impulso e direzione degli Stati Uniti che escludono i Brics dalle loro riunioni, non abbastanza ligi alla visione del mondo che hanno a Washington, e ora anche la Russia.

giovedì 11 giugno 2015

IPERCAPITALISMO IPERLAVORO E SUICIDIO. UN SAGGIO DEL FILOSOFO FRANCESE J-P. GALIBERT

L’iperlavoro o lavoro immaginario è il mezzo e il principale risultato di una nuova forma sociale, una forma che rende “suicidari”.
Ecco il contenuto del pamphlet ultra-radicale del filosofo Jean-Paul Galibert che, sulla scia della moderna critica sociale (Guy Debord), argomenta in maniera non paradossale ma veridica sulla situazione presente.



https://jeanpaulgalibert.wordpress.com/

L’hypercapitalisme est un mode de destruction, dans lequel l’essentiel de la haute rentabilité vient du démantèlement de pans entier de l’appareil productif. L’entreprise la plus rentable est celle qui supprime le plus de salaires : dégraissage, chômages techniques, plans sociaux, licenciements, démantèlements. Que devient-on sans salaire? Ce n’est pas l’affaire du système; tout au plus un problème privé, personnel, psychologique peut-être…

GRECIA. CRISI ECONOMICA E SUICIDIO. DA CORRIERE DELLA SERA, 10 giugno 2015

http://kikukula2.blogspot.it/2015/06/societa-capitalistica-e-suicidio-la.html

giovedì 4 giugno 2015

PROFITTI SENZA LAVORO NELL'ECONOMIA DIGITALE. R. SOMMELLA, Profitti senza lavoro nell’era digitale, CORRIERE DELLA SERA, 4 giugno 2015

Per uscire dallo sboom economico europeo occorre interrogarsi sugli effetti che la Terza rivoluzione industriale, quella della rete, ha prodotto nel Vecchio continente. L’economia digitale, oltre a mutare i rapporti di forza tra lavoro e capitale, ha infatti trasformato anche lo stesso principio di ricchezza, divenuto intangibile e meno controllabile, consistendo in larga parte in flussi informativi cui si collegano quelli finanziari. È in corso una dematerializzazione non solo dei beni, quali i derivati finanziari, i servizi a famiglie e imprese o i dati di chi naviga su Internet, ma degli stessi proventi che giungono dall’utilizzo del web.

martedì 2 giugno 2015

LAVORO E AUTOMAZIONE. LE PREVISIONI. CORRIERE DELLA SERA, 2 giugno 2015

Nei prossimi vent’anni i computer potranno ridefinire il mondo dell’occupazione. E rendere obsoleto il 47% dei posti di lavoro. Le macchine stanno imparando a guidare e a riconoscere le emozioni dalle espressioni facciali. I droni effettuano consegne e il robot Brett (nella foto) è in grado di imparare le operazioni ripetitive delle catene di montaggio. I computer ormai sanno interpretare i contesti e a valutare le informazioni. E gli algoritmi sono sempre più importanti nelle decisioni di ogni giorno (a cura di Vincenzo Scagliarini)

lunedì 1 giugno 2015

CONDIZIONI DI LAVORO NELLE FABBRICHE DI AUTO. M. RAVARINO, “Stress, dolori e gas di scarico”. Così si lavora oggi alla Fca, IL MANIFESTO, 29 maggio 20

Il rapporto della Fiom su Maserati e Comau: ritmi sempre più veloci sulle linee e paura di denunciare gli infortuni
Lo stress, la velo­cità della linea e, in ultimo, i gas di sca­rico delle auto dif­fusi in un ambiente chiuso come è il nostro in fab­brica». È solo una delle tante rispo­ste rac­colte dalla Fiom di Torino, attra­verso un que­stio­na­rio ano­nimo rivolto ai lavo­ra­tori, a pro­po­sito di con­di­zioni e pro­blemi rela­tivi alla sicu­rezza negli sta­bi­li­menti del gruppo Fca-Cnhi. In par­ti­co­lare, Mase­rati e Comau di Gru­glia­sco. Sfo­glian­dole si sco­pre una foto­gra­fia ben diversa dal rac­conto del pre­mier Mat­teo Renzi, che ieri è andato a Melfi per «vedere in fac­cia» gli operai.