lunedì 20 novembre 2017

CHE PENA LA BALLATA DELL'ART.18. V. SANTARPIA, Articolo 18, aula semivuota per la proposta di legge di Si e Mdp, CORRIERE DELLA SERA, 20 novembre 2017

Dovrebbe essere uno dei temi su cui la coalizione di centrosinistra dovrebbe trovare l’accordo pre- elettorale. Ma alla Camera, all’apertura del dibattito sulla reintroduzione dell’articolo 18 in caso di licenziamento illegittimo, c’erano solo dodici deputati di Mdp-Sinistra italiana-Possibile e sei deputati del Pd.

domenica 12 novembre 2017

CINA. LA GIORNATA DEI SINGLE IPER-CONSUMISTI. REDAZIONE, Cinesi impazziti per la giornata dei single (11-11), Alibaba straccia ogni record, HUFFINGTON POST, 11 novembre 2017

Alibaba straccia ogni record di vendite e archivia il 'Giorno dei single', il Global shopping festival, con 25,3 miliardi di dollari di vendite surclassando se stesso che aveva archiviato l'edizione 2016 della manifestazione con 'appena' 16 miliardi di dollari.

mercoledì 1 novembre 2017

SULLE ORIGINI DELLE DISEGUAGLIANZE CONTEMPORANEE. J. STIGLITZ, Io premio Nobel vi dico: le diseguaglianze sono troppe, L'ESPRESSO, 1 novembre 2017

l mondo è sempre più diseguale ed è ormai evidente che non solo esistono elevati livelli di disuguaglianza nella maggior parte dei paesi, ma che queste disparità sono in aumento. Oggi, esse sono molto più pronunciate di quanto non lo fossero 30 o 40 anni fa. È anche chiaro che non esistono eguali opportunità per tutti: le prospettive di vita dei figli di genitori ricchi e istruiti sono molto migliori di quelle di chi ha genitori poveri e meno istruiti. Negli Stati Uniti, ad esempio, le prospettive di un giovane, pur figlio di una famiglia svantaggiata, che va bene a scuola sono molto meno promettenti di quelle di un figlio di famiglia benestante che, però, trascura lo studio. Fino a qualche tempo fa, gli economisti e gli altri studiosi delle scienze sociali cercavano di giustificare queste disuguaglianze con la teoria della «produttività marginale», secondo cui i redditi degli individui corrispondono al loro contributo dato alla società. Tuttavia, se guardiamo anche solo superficialmente all’evidenza dei fatti, vediamo che nessuno degli individui che hanno dato i maggiori contributi alla nostra società - per esempio, attraverso le invenzioni del laser o del transistor o della scoperta del Dna - sono tra i più ricchi. Viceversa, vediamo che tra i più ricchi vi sono molti che hanno ottenuto il loro denaro grazie allo sfruttamento del loro potere di mercato e delle loro connessioni politiche.

venerdì 27 ottobre 2017

UNA POLEMICA SUL SAGGIO DI R. VENTURA 'TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA' . C. FORMENTI, Capitalismo e decrescita culturale, MICROMEGA, 25 ottobre 2017

Scorrendo l’ultimo numero della rivista online Città Futura, mi sono imbattuto in un lungo articolo di Valeria Finocchiaro che ingaggia un serrato corpo a corpo con un libro di Raffaele Alberto Ventura (“Teoria della classe disagiata”, edizioni minimum fax) nel quale si avanza l’ipotesi che l’inflazione di giovani laureati, a fronte di un mercato del lavoro che offre loro (se e quando li offre!) posti di lavoro sottopagati e mansioni al di sotto delle loro competenze, andrebbe affrontata praticando una sorta di “decrescita culturale” (riducendo cioè drasticamente il numero delle iscrizioni ai corsi universitari, in particolare a quelli di orientamento umanistico).

SOCIOLOGIA DEL LAVORO. M. MAGATTI, Economia dell’esistenza, la via per salvare il lavoro, CORRIERE DELLA SERA, 26 ottobre 2017

La storia recente del nostro Paese è tutta racchiusa nella diversità dei destini delle ultime tre generazioni. Quella del dopoguerra ha lavorato con passione e speranza creando una grande ricchezza diffusa per sé e i propri figli. Poi è arrivata la generazione del baby boom — cresciuta col benessere e investita dal vento forte della globalizzazione neoliberista — che, partita piena di speranze, lascia di fatto in eredità molti debiti e pochi figli. Ora è arrivata la generazione dei Millennials, cresciuti in un mondo di aspettative discendenti e purtroppo spesso costretti alla scelta tra emigrare o stare in panchina.

lunedì 23 ottobre 2017

SE QUESTA E' L'ECONOMIA...AGGIORNATO AL 29 ottobre 2017

APRILE 2017. C. Gammelin, S. Zeitung: le previsioni ottimistiche del FMI per una crescita mondiale del PIL per il 2017 sono senza valore perchè "prevedere stabilità economica in un periodo di turbolenze politiche crescenti fa sospettare che gli economisti sperino per il meglio" (Internazionale, 21 aprile 2017, p. 17)
da SETTE IL CORRIERE DELLA SERA, 13 luglio 2017

sabato 14 ottobre 2017

NOBEL PER L'ECONOMIA A R. THALER. E. BRANCACCIO, Nobel Economia 2017: Thaler e le contraddizioni della “spinta gentile”, MICROMEGA, 11 ottobre 2017


Nobel 2017 per le scienze economiche assegnato a Richard Thaler dell’Università di Chicago, per i suoi contributi allo sviluppo dell’economia comportamentale. Una branca di ricerca promettente che tuttavia Thaler non sgancia dall’ideale normativo della teoria neoclassica, generando alcune aporie anche sul terreno delle sue proposte di politica economica. A cominciare dalla “spinta gentile” dei governi per indurre i lavoratori a risparmiare di più e a investire nel mercato azionario, della cui razionalità egli stesso ha dubitato.

di Emiliano Brancaccio, da economiaepolitica.it

venerdì 13 ottobre 2017

AUTOMAZIONE E DISOCCUPAZIONE. R. PETRINI, Allarme a Washington: così la tecnologia ruberà posti di lavoro e stipendi, LA REPUBBLICA, 13 ottobre 2017

WASHINGTON - "Sorprendente", dice James Manyika, capo del McKinsey Global Institute, che l'Fmi ha chiamato per tenere una delle conferenze sul "Futuro del lavoro". "Sorprendente" è la progressione con cui avanzano le innovazioni tecnologiche e le capacità delle macchine di lavorare, meglio degli umani. Un esempio tra i tanti: solo nel 2011 il margine di errore delle macchine nel riconoscimento e nella classificazione delle immagini era del 26 per cento, oggi è sceso al 3 per cento. Il problema è che gli umani sono meno efficienti e fanno errori più alti: in media il 5 per cento.

lunedì 9 ottobre 2017

TEORIE ECONOMICHE OCCIDENTALI. PSICOLOGIA ED ECONOMIA. PREMIO NOBEL 2017. REDAZIONE, Richard H. Thaler è il premio Nobel 2017 per l'Economia, LA REPUBBLICA, 9 ottobre 2017

MILANO - È Richard H. Thaler il vincitore del premio Nobel 2017 per l'Economia. Statunitense, settantadue anni lo scorso 12 settembre, è docente all'università di Chicago. Il premio - spiega la Royal Swedish Academy of Sciences - è stato attribuito per i suoi studi in economia comportamentale, ovvero quella branca che, impiegando concetti tratti dalla psicologia, elabora modelli di comportamento alternativi rispetto a quelli formulati dalla teoria economica standard.

ECONOMIE. INDIA. PROTESTE CONTRO L'ESPROPRIO DI TERRE AI CONTADINI. DA LA REPUBBLICA, 9 ottobre 2017

https://kikukula.blogspot.it/2017/10/india-proteste-contro-le-terre.html

sabato 7 ottobre 2017

LE NOVITA' DEL JOBS ACT SU LICENZIAMENTI E REINTEGRO. F. MONTORIO, Articolo 18 e Jobs act: licenziati in qualsiasi momento, reintegrati praticamente mai, IL FATTO, 4 ottobre 2017



* L'autore dell'articolo è dipendente assicurativo con una trentennale esperienza maturata presso Società Leader. Professional Coach (diplomato ACSTH-ICF), ho tenuto docenze seminariali presso l’Università Insubria di Varese (Scienza della Comunicazione). Difendo la Costituzione col Comitato per il No di Milano, ora realizzo incontri per far conoscere la drammaticità delle Leggi di Monti e Renzi sui licenziamenti individuali e sostenere il ripristino dell’art. 18. Sono associato a Giuristi Democratici

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Il Jobs act ha introdotto nel nostro ordinamento il contratto di lavoro a tempo “indeterminabile”. In pratica, dal 7 marzo 2015si può essere licenziati in qualsiasi momento e senza particolari motivazioni. “Conquista” vanto di Renzi: Noi abbiamo infranto il tabù dell’art. 18.

martedì 3 ottobre 2017

DISEGUAGLIANZA ECONOMICA NEL MEDIOEVO ED OGGI. G. ALFANI, La concentrazione della ricchezza? Oggi come nel Medioevo, CORRIERE DELLA SERA, 27 aprile 2017

Secondo una stima recente, nel 2010 il 10% più ricco della popolazione dell’Europa occidentale deteneva il 64% della ricchezza complessiva. Una situazione che rispecchia un livello di disuguaglianza elevato, purtroppo in crescita negli ultimi decenni, ma – si potrebbe pensare – perlomeno inferiore rispetto a quello sopportato dai nostri antenati. 

sabato 23 settembre 2017

STORIA DELL'ECONOMIA ITALIANA. ANNI OTTANTA. F. STROPPA, Anni ottanta, così si distrusse l’economia italiana. IL CONFORMISTA, 1 agosto 2017

È negli anni Ottanta che si gettano le basi per la distruzione economica del nostro Paese. Tuttavia, quella che oggi viene descritta dai media mainstream come le causa di tale sfascio – l’esplosione del debito pubblico, frutto avvelenato della deriva clientelare dei partiti della Prima Repubblica – appare ad uno sguardo meno superficiale l’effetto di ben altre scelte politiche, che presero forma tra il 1979 e il 1981.

giovedì 21 settembre 2017

ITALIA. LAVORO PRECARIO. CONTRATTI DI LAVORO. REDAZIONE, Lavoro e nuovi contratti, più di tre su quattro sono precari, CORRIERE DELLA SERA, 21 settembre 2017

Nuovi contratti? Meno di uno su quattro è a tempo determinato. In Italia «si registra un’ulteriore compressione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: 24,2% nei primi sette mesi del 2017». Così scrive l’Inps nell’Osservatorio sul precariato. Nel 2015, invece, «quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato - ricorda l’Inps - raggiunto il picco del 38,8%».

QUALE NEOLIBERISMO? L'AZIENDA DOMINANTE E' PUBBLICA. D. TAINO, Il peso rilevante delle aziende pubbliche, CORRIERE DELLA SERA, 20 settembre 2017

Chi ritiene che i decenni passati siano stati quelli del «neoliberismo» delle privatizzazioni nel mondo può avere modo di ripensarci grazie a uno studio appena pubblicato dall’Ocse. Vi si spiega che il peso delle imprese pubbliche (SOE, State owned enterprises) è ancora massiccio.

giovedì 31 agosto 2017

MAFIA E CAPITALISMO SEGRETI AMANTI. P.P. FARINA, Mafia e capitalismo, una lunga love story, LA REPUBBLICA, 31 agosto 2017


Se un tempo quella parola neanche veniva pronunciata, oggi di mafia se ne parla tanto e a volte pure se ne straparla. Con superficialità, approssimazione, la si racconta attraverso immagini scontate, con spot e slogan che mescolano mezze verità e mezze falsità, una diffusione grossolana di informazioni avvolta in un'insopportabile retorica. Ma c'è chi la mafia la studia per davvero. Con passione e fatica, con metodo, collegando vicende apparentemente lontane e inseguendo indizi storici e contemporanei, scavando in profondità e soprattutto con libertà di pensiero.
Ecco perché abbiamo voluto dedicare una serie del nostro blog alle tesi di laurea sui fenomeni mafiosi, ricerche di una trentina di studenti di tre Università italiane (la Statale di Milano, corso del professore Nando dalla Chiesa; quella di Bologna, corso della professoressa Stefania Pellegrini; quella di Palermo, corso della professoressa Alessandra Dino) che ci hanno offerto estratti dei loro elaborati.

http://mafie.blogautore.repubblica.it/

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Mafia e capitalismo per lungo tempo sono stati considerati in antitesi. Di più: antagonisti. Laddove la prima era portatrice di arretratezza, sottosviluppo e degrado etico e civile, il secondo invece le era opposto come unica via per consentire l’uscita di intere regioni del Meridione d’Italia da quello stato di minorità materiale e morale a cui la mafia le condannava.


Immagine tratta dal sito "Repubblica.it"


lunedì 28 agosto 2017

LAVORO E AUTOMAZIONE. M. MOLINARI, Il lavoro al tempo dei robot, LA STAMPA, 27 agosto 2017



Il regalo più gettonato in molte famiglie americane è «Google Home» o il suo rivale «Alexa» di Amazon, ovvero un mini-robot domestico che intrattiene grandi e piccoli, risponde ad ogni domanda, prenota ristoranti, controlla altri dispositivi digitali in casa e fa ascoltare le canzoni preferite. Robert Shiller, Nobel per l’Economia 2013, vede nel debutto dei robot casalinghi l’accelerazione inevitabile del processo di «sostituzione del lavoro comune con la tecnologia». Proprio l’espulsione dal mercato del lavoro di operai specializzati a causa delle innovazioni hi-tech è all’origine della più aggressiva delle diseguaglianze: quella che spinge il ceto medio nelle braccia di proteste, populismo e intolleranza. Per riferirsi a costoro Papa Francesco adopera il termine di «scartati» e il presidente Usa Donald J. Trump ha coniato la definizione «i dimenticati» che lo ha portato alla Casa Bianca. È uno dei pochi terreni sui quali Trump concorda con il predecessore Barack Obama, secondo il quale «bisogna studiare come gestire l’impatto della tecnologia sulle diseguaglianze» perché «se l’auto Tesla senza guidatore andrà su strada in America in quello stesso istante circa 4 milioni di camionisti resteranno senza lavoro».  

venerdì 25 agosto 2017

giovedì 24 agosto 2017

DOPO LA GLOBALIZZAZIONE? D. TAINO, Globalizzazione, dopo la Grande Crisi è arrivata l’ora del disordine, CORRIERE DELLA SERA, 23 agosto 2017

Sembra proprio che la globalizzazione sia in ritirata. O che stia prendendo forme diverse da quelle che hanno preceduto la Grande Crisi del 2008 e che hanno accompagnato la straordinaria crescita delle economie nei due decenni precedenti. Uno studio del McKinsey Global Institute ha calcolato che i flussi di capitale che attraversano le frontiere, uno dei motori della mondializzazione, sono calati del 65% tra il 2007 e il 2016. Prestiti, acquisti di azioni e di bond, trasferimenti, investimenti diretti tra un Paese e l’altro erano arrivati a 12.400 miliardi di dollari e sono scesi a 4.300. Tra il 1990 e il 2000, la media annua di questi flussi è stata il 5,3% del Prodotto lordo mondiale; tra il 2000 e il 2010 l’11,5%; tra il 2010 e il 2016 il 7,1%.

sabato 12 agosto 2017

POLITICHE DEL LAVORO IN ITALIA. CONFINDUSTRIA. N. SANTONASTASO, "Il jobs act anche ai dipendenti pubblici", IL MATTINO, 12 agosto 2017

Presidente Boccia, i numeri almeno di questi ultimi tempi sembrano dimostrare che l’Italia è in ripresa e che il 2017 sarà un ano più incoraggiante di quanto si poteva prevedere pochi mesi fa. Cosa deve fare allora il governo nella prossima Legge di bilancio per consolidare questa fase?
«Per prima cosa - risponde il presidente di Confindustria - non deve smontare l’impalcatura delle riforme approvate. Soprattutto alla luce degli effetti positivi che stanno provocando, grazie alla scelta di strumenti selettivi di politica economica e della capacità di usarli bene di una parte rilevante del sistema industriale italiano. Il piano di Industria 4.0, per esempio, ha dato un robusto colpo d’acceleratore alla crescita, crescita che dovremo usare per ridurre i divari e incidere sui nodi di sviluppo a beneficio dell’economia reale del Paese. Occorre un grande intervento su giovani, formazione, lavoro, investimenti pubblici. Continuare a lavorare sulla semplificazione, ridurre i tempi della giustizia, puntare sulla crescita delle imprese e del Paese».

giovedì 10 agosto 2017

PAROLE D'ORDINE. PIL. P. CACCIARI, La furia inarrestabile del mercato, IL MANIFESTO, 9 agosto 2017

Le critiche teoriche avanzate nei confronti del Prodotto interno lordo (Pil) e le dimostrazioni pratiche della sua fallacia si vanno accumulando. Lorenzo Fioramonti, giovane economista approdato all’università di Pretoria e collaboratore del gruppo di ricerca «New Economy Foundation», le ha raccolte lungo la breve storia di «una delle più grandi invenzioni del XX secolo», secondo la definizione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Dietro ad un titolo che vorrebbe essere scherzoso (Presi per il Pil. Tutta la verità sul più potente numero del mondo, L’asino d’oro, pp. 193, euro 20, con presentazione di Enrico Giovannini, già direttore dell’Istat e ministro con Letta), il volume ricostruisce rigorosamente l’evoluzione di un concetto che ha segnato la nostra epoca. Un sistema statistico che ha inventato la cifra con cui il discorso pubblico corrente indica il grado di sviluppo, progresso e benessere dell’intera società. Un sistema di contabilità che è diventato la base simbolica e retorica delle politiche tanto delle destre, quanto delle sinistre.

domenica 6 agosto 2017

UNA STORIA DELL'INDUSTRIA PESANTE IN ITALIA. S. LUZZATTO, La fierezza di Acciaro e Diname, IL SOLE 24 ORE, 24 luglio 2017

el 1984 – un secolo esatto dopo la loro nascita – le acciaierie di Terni figuravano tra i primi cinque produttori al mondo di acciaio inossidabile, ed erano il primo produttore in Italia di laminati magnetici. Nonostante la siderurgia italiana fosse in crisi da almeno un decennio, la Terni sembrava ancora potercela fare. Grazie alla qualità dei suoi tecnici e alla professionalità dei suoi operai, sembrava poter rimediare sia alle sfide crescenti della globalizzazione, sia agli errori di una dirigenza parastatale zavorrata dal clientelismo politico. Invece no. L’inizio della fine coincise con il passaggio dalla Finsider all’Ilva, nel 1988. Seguì, nel 1994, la vendita alla multinazionale tedesca ThyssenKrupp. Nel 2000, le acciaierie di Terni già erano passate dagli oltre diecimila dipendenti degli anni Ottanta ad appena tremilaseicento. Nel 2016, la società Acciai Speciali Terni ha dichiarato 2.375 addetti.

COME RISOLVERE LE DISEGUAGLIANZE SECONDO R. PRODI. DA IL SOLE 24 ORE, 23 luglio 2017

https://kikukula5.blogspot.it/2017/08/il-problema-delle-diseguaglianze-un.html

sabato 5 agosto 2017

LA CINA ALLA CONQUISTA DELL'AFRICA. A. PIRA, Lo stile neocoloniale di Pechino, LEFT, 5 agosto 2017

Un sorridente Xi Jinping stringe le mano di un operaio. Sullo sfondo della fotografia campeggia uno dei tanti striscioni rossi a caratteri bianchi che riportano slogan motivazionali e di osanna ai progressi compiuti dalla Cina in questo o quel campo. In una seconda immagine, il leader comunista passa in rassegna una fila di lavoratori, tutti con il caschetto in testa. Le foto non sono però state scattate in qualche cantiere della Repubblica popolare. Lo striscione lascia pochi dubbi: tre caratteri compongono il nome Ange la, ossia Angola. 

COME RISOLVERE LE DISUGUAGLIANZE. UN SAGGIO DI WALTER SCHEIDEL. DALLA RECENSIONE DI E. BENCIVENGA IL SOLE 24 ORE 30 luglio 2017

http://kikukula5.blogspot.it/2017/08/come-risolvere-le-disuguaglianze.html

CINA. LE DURE CONDIZIONI DI LAVORO. Costretti a bere l’acqua del water, i dipendenti puniti per non aver raggiunto gli obiettivi mensili, CORRIERE TV, 5 agosto 2017

Nelle immagini che hanno scioccato la Rete, i dipendenti di una società cinese: lo racconta France 24 | Corriere TV

LAVORO E ALIENAZIONE. UN SAGGIO DI F. BERARDI. T. NUMERICO, DA IL MANIFESTO, 13 maggio 2016

https://kikukula2.blogspot.it/2017/08/lavoro-e-alienazione-t-numerico-tempi.html

venerdì 28 luglio 2017

CINA. PARTE LA CENTRALE AD ENERGIA SOLARE. LA STAMPA, 28 luglio 2017

La prima centrale mondiale ad energia solare a forma panda sarà operativa entro il 10 agosto nella provincia dello Shanxi nella parte settentrionale della Cina. L’impianto si trova a Datong City e copre un’area di 247 ettari con una capacità totale di 50 megawatt. Le celle solari saranno dei colori del panda - bianco e nero: quelle nere sono di silicio mentre le patch bianche sono a film sottile. Il progetto svilupperà ulteriormente altri due impianti solari a forma di panda con la stessa capacità di generazione di energia di 50 megawatt.

http://www.lastampa.it/2017/07/28/multimedia/scienza/ambiente/al-via-la-prima-centrale-solare-a-forma-di-panda-con-capacit-di-megawatt-CMh5y3KvfWUXuwHFoMz50K/pagina.html

giovedì 27 luglio 2017

UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO. R. GENOVESE, Articolo 1? Ma sarebbe da cambiare!, IL PONTE, 26 febbraio 2017

Spesso sento dire che saremmo conservatori perché non disposti a mutare neppure una virgola dell’impianto costituzionale della Repubblica. Non è così. L’Articolo 1, per esempio, se fosse possibile lo riformuleremmo volentieri. Guarda caso, però, proprio questo è stato assunto a simbolo della formazione politica appena uscita dal Pd, con l’apporto di un certo numero di deputati in trasferimento da Sinistra italiana.

POLITICA ECONOMICA OGGI. DA IL PONTE, 5 luglio 2017

https://kikukula5.blogspot.it/2017/07/politica-economica-oggi-m-rossi-le.html

RICERCHE AMERICANE. FELICI QUANDO NON SI LAVORA. A. SARAGOSA, Sorpresa, i soldi possono fare la felicità. Ma solo se puoi comprarti il tempo, LA REPUBBLICA, 26 luglio 2017

LIBRI e film ci hanno presentato infinite volte la figura del milionario che si circonda di lusso e oggetti preziosi, ma che alla fine, più che molto felice, sembra solo molto stressato. Forse quei "poveri ricchi" sarebbero più soddisfatti se usassero i loro soldi non per comprare oggetti, ma per acquistare la risorsa più scarsa e meno rinnovabile di tutte: il tempo. E' la conclusione a cui è arrivato un gruppo di economisti americani e canadesi, coordinato da Ashley V. Whillans, della Harvard University, dopo avere scoperto che il modo con cui i soldi "comprano la felicità" è quello di "acquistare tempo" cioè spendere denaro per pagare persone che svolgano al posto nostro dei servizi non particolarmente piacevoli, come pulire la casa, portare a spasso i cani o tagliare l'erba del giardino, aumentando il nostro tempo libero.

sabato 22 luglio 2017

LE TENDENZE DEI CONTRATTI DI LAVORO IN ITALIA. REDAZIONE, Inps: “Stabile solo un’assunzione su quattro”, LA STAMPA, 21 luglio 2017

«Nei primi 5 mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +729.000», superiore a quello dei due anni precedenti (considerando il periodo gennaio-maggio). Così l’Inps. Il saldo annualizzato, la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi, risulta pari a +497.000. Un risultato che «cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+21.000), dei contratti di apprendistato (+48.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+428.000)». 

lunedì 17 luglio 2017

INTELLIGENZA ARTIFICIALE ROBOTICA LAVORO E AUTOMAZIONE. A. SIGNORELLI, Il futuro del lavoro, tra robot e reddito di cittadinanza, LA STAMPA, 17 luglio 2017

I timori relativi all’impatto delle macchine sul mondo del lavoro non sono novità: dai luddisti di inizio Ottocento fino agli autori del rapporto Triple Revolution del 1964 (che giunse sulla scrivania del presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson), la storia recente è costellata di allarmismi riguardanti il rischio di una disoccupazione di massa causata dall’automazione dei lavori. Regolarmente, però, le previsioni più pessimistiche sono state smentite e gli impieghi cancellati sono stati sempre sostituiti da nuovi lavori, senza causare un aumento degli inoccupati. Visti i precedenti, perché la diffusione dell’intelligenza artificialecontinua invece a essere considerata una minaccia per i lavoratori? 

SOCIAL NETWORK E INFLUENCER. MODELLI EDUCATIVI E PROFESSIONI AMBITE. DA CORRIERE DELLA SERA, 17 luglio 2017

https://kikukula2.blogspot.it/2017/07/social-network-e-influencer-modelli.html

POTENZE ECONOMICHE. ITALIA. INDAGINE UE. REDAZIONE ECONOMIA, Lavoro, i dati dell'Europa: in Italia record di Neet, aumenta la povertà, CORRIERE DELLA SERA, 17 luglio 2017

Un Paese dove il numero di lavoratori autonomi è fra i più alti d'Europa (più del 22,6%), i giovani fra 15 e 24 anni che non hanno e non cercano lavoro (i cosiddetti Neet) toccano il record Ue del 19,9% (la media europea è 11,5%), la differenza fra uomini e donne che lavorano è al 20,1%, e il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania. È la fotografia dell'Italia offerta dall'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione.

POTENZE TECNO-ECONOMICHE. CINA. M. GAGGI, Il volto ignorato della Cina, potenza dell’hi tech, CORRIERE DELLA SERA, 17 luglio 2017


Sul palcoscenico Han e Sophia discutono del futuro del genere umano. «Entro 20 anni i robot potranno fare tutti i lavori dell’uomo» dice Han, espressione spavalda sotto un cappello a falde larghe. «Ma gli uomini sono più riflessivi dei robot e hanno una loro capacità di correggersi» ribatte garbatamente Sophia, con un visetto che ricorda vagamente Audrey Hepburn. Hal e Sophia sono due robot: umanoidi creati dal genio di Ben Goertzel, un brasiliano con radici per metà statunitensi per metà est europee. La sua azienda, Hanson Robotics, ha sede in Texas, ma lui lo spettacolo della tecnologia, mercoledì scorso, l’ha messo in scena in Cina, a Hong Kong. E il baricentro dei suoi interessi si sposta sempre più verso l’Asia dove le tecnologie digitali, a cominciare dall’intelligenza artificiale, progrediscono con una rapidità impressionante.

MODELLI EDUCATIVI E PROFESSIONI AMBITE. DA CORRIERE DELLA SERA, 17 luglio 2017

https://kikukula2.blogspot.it/2017/07/modelli-educativi-e-professioni-ambite.html

domenica 16 luglio 2017

LAVORO E SFRUTTAMENTO NEL MONDO GLOBALIZZATO. E. GIORDANA, Dai campi di cotone uzbeki alla boutique, filiera criminale, IL MANIFESTO, 2 luglio 2017

Dal cuore di Old Dakha, la capitale del Bangladesh, bisogna prendere dei piccoli battellini per attraversare il Buriganga e raggiungere l’altra sponda. Su questo largo fiume dalle acque nere come la pece si viene traghettati su piroghe sottili e dall’equilibrio apparentemente instabile.

venerdì 14 luglio 2017

DIRITTI DEL LAVORO OGGI. BREVE RIEPILOGO DI UN VENTENNIO DI LEGGI LIBERALI. M. ALBERTI, 1997-2017. Da Treu al Jobs act, cronistoria del precipizio dei diritti, IL MANIFESTO, 14 luglio 2017

recenti dati diffusi dall’Istat sulla crescita della disoccupazione e della precarietà, specialmente fra i giovani, chiariscono come la deregolamentazione del mercato del lavoro, che imperversa da vent’anni, ha prodotto i risultati devastanti a cui assistiamo.

DIRITTI DEL LAVORO OGGI. M. DI FAZIO, La risposta choc dall'azienda: "Senza preavviso di sette giorni non puoi andare al funerale", L'ESPRESSO, 10 luglio 2017

Sono barista e commessa da 18 anni. Lavoro in nero da sempre. 3 euro e 50 l’ora, 53 ore la settimana, compresi il sabato e la domenica. Ferie e malattie non retribuite. Una figlia piccola a carico. Ho avuto, ieri, un grave lutto in famiglia e ho chiesto il giorno libero per recarmi ai funerali. Ma sapete cosa mi è stato risposto? ‘Il permesso non può esserti concesso’, perché avrei dovuto avvisare una settimana prima. E io ho replicato: ‘la morte non ti avvisa prima’”.

TEORIE ECONOMICHE. ECONOMIA E PREDICIBILITA'. M. MUNAFO', Perché gli economisti non hanno previsto la crisi?, L'ESPRESSO, 14 luglio 2017

Ma perché nessuno ha visto arrivare questa crisi economica?». La domanda fatta davanti a quel pubblico non era una delle più originali, anzi: se non fosse stato per il contesto particolare e per gli ancor più speciali protagonisti della discussione, sarebbe stata forse derubricata come una banalità, una provocazione, niente di più. Ma visto che a porre il quesito è stata la Regina Elisabetta II di Inghilterra, e le persone a cui lo rivolge in quel novembre del 2008 sono gli accademici della prestigiosa London School of Economics, di banale c’è molto poco. L’economista è nudo: e a farglielo notare è un Sovran. Così, nei mesi successivi, gli studiosi si impegnano per formulare una risposta all’altezza della regnante, arrivando ad ammettere «un fallimento dell’immaginario collettivo di molte persone brillanti a livello nazionale 
e internazionale (gli economisti ndr) nel comprendere 
i rischi per il sistema nel suo complesso».

lunedì 10 luglio 2017

SOCIOLOGIA ECONOMICA. LA CRISI DEL CAPITALISMO OSSIA IL SUO TRIONFO ASSOLUTO. G. BATTISTON, Il capitalismo è morto per overdose perché ha avuto troppo successo, L'ESPRESSO, 10 luglio 2017

Il capitalismo sta morendo per overdose da sé stesso». È la tesi del sociologo Wolfgang Streeck, direttore del Max-Planck Institut di Colonia, tra i più autorevoli centri di ricerca in Europa. Nel suo ultimo libro, “How Will Capitalism End? Essays on a Failing System” (Verso book), Streeck conduce una diagnosi spietata sulle patologie del capitalismo democratico, quella particolare formazione sociale che, nel dopoguerra, aveva allineato democrazia e capitalismo intorno a un patto sociale che gli conferiva legittimità.

Dagli anni Settanta, con la fine della crescita economica e, poi, con l’avanzare della rivoluzione neoliberista, quel patto sociale viene meno. Il capitale avanza, la democrazia indietreggia. Saltano i vincoli politici e istituzionali che avevano trattenuto «gli spiriti animali» del capitalismo. Che vince, ma vince troppo. Oggi, a rivoluzione compiuta, il capitalismo è in rovina «perché ha avuto troppo successo», spiega Wolfgang Streeck a l’Espresso.

martedì 4 luglio 2017

LA FAME NEL MONDO. R. STAGLIANO', In un libro inchiesta la grande bugia sulla fame nel mondo, LA REPUBBLICA, 26 aprile 2016

MANTOVA. Che colossale abbuffata di ipocrisia si consuma intorno alla fame. Prima l’hanno ribattezzata «insicurezza alimentare», come se depotenziarla linguisticamente la rendesse meno micidiale. Poi hanno truccato le statistiche, per vantare inesistenti progressi in questa lotta che è di Sisifo solo per il sostanziale disinteresse di chi la combatte. Intanto i misteri abbondano: produciamo cibo per dodici miliardi di persone e tuttavia quasi un miliardo su sette di quelle che abitano sulla terra non ha di che riempire il piatto. La scomoda verità è che chi fa la fame oggi non lo deve tanto alla povertà propria quanto alla ricchezza altrui. Succede perché i due terzi di aiuti all’India vanno a finire nelle tasche dei funzionari corrotti. O perché la stessa percentuale dei soldi stanziati dagli Stati Uniti in realtà resta a ingrassare l’economia americana. O perché la Monsanto ha messo in piedi uno schema ricattatorio per lucrare sui semi. O perché i derivati sul grano valgono cinquanta volte di più della produzione del grano e questa e altre speculazioni hanno fatto triplicare il prezzo dei cereali, rendendoli proibitivi per chi ne aveva un bisogno vitale.

lunedì 26 giugno 2017

GLOBALIZZAZIONE E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO. M. RICCI SARGENTINI, Cambogia, svenimenti di massa nelle fabbriche della Nike e dell’Asics, CORRIERE DELLA SERA, 25 giugno 2017

Le donne che lavorano nelle fabbriche cambogiane di alcune delle più note marche sportive, da Nike a Asics, soffrono di svenimenti a causa delle condizioni in cui sono costrette ad operare. Un’inchiesta pubblicata domenica 25 giugno su The Observer rivela che nell’ultimo anno più di 500 dipendenti di quattro diverse fabbriche che lavorano per Nike, Puma, Asics e VF Corporation sono state ricoverate in ospedale. L’episodio più clamoroso è avvenuto lo scorso novembre quando nell’arco di tre giorni sono svenute 360 operaie in una fabbrica che produce scarpe da ginnastica per la Asics nella provincia di Kamong Speu. Altre 150 lavoratrici hanno perso conoscenza in un laboratorio di prodotti Puma dopo che lo stanzone si è riempito di un denso fumo. In una fabbrica della Nike sono invece svenute 28 operaie mentre cercavano di fuggire da un incendio. A causare gli incidenti è spesso la mancanza di ventilazione e l’uso di prodotti chimici.

domenica 25 giugno 2017

GLOBALIZZAZIONE E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO. CAMBOGIA. Cambodian female workers in Nike, Asics and Puma factories suffer mass faintings, THE OBSERVER, 25 giugno 2017

Women working in Cambodian factories supplying some of the world’s best-known sportswear brands are suffering from repeated mass faintings linked to conditions.
Over the past year more than 500 workers in four factories supplying to Nike, Puma, Asics and VF Corporation were hospitalised. The most serious episode, recorded over three days in November, saw 360 workers collapse. The brands confirmed the incidents, part of a pattern of faintings that has dogged the 600,000-strong mostly female garment workforce for years.

domenica 18 giugno 2017

ECONOMIA E MONOPOLI AMERICANI DEL WEB

http://kikukula3.blogspot.it/2017/06/fine-del-libero-mercato-i-monopolisti.html

ECONOMIA NEL REGNO UNITO. M. BORTOLON, Altro che Giavazzi, Regno unito in rosso, IL MANIFESTO, 17 giugno 2017

Tre anni fa nella trasmissione Otto e Mezzo il noto economista neoliberista Francesco Giavazzi, dopo aver elogiato l’allora recente governo Renzi rimpolpava la discussione col suo mantra preferito: bisogna tagliare la spesa, la burocrazia, lasciare il settore privato operare senza vincoli; e citava come esempio la Gran Bretagna del premier Cameron, citando un dato di crescita del 3%.

domenica 14 maggio 2017

DOPO LA GLOBALIZZAZIONE. REGRESSO E STATO SOCIALE. ARTICOLI DI B. VALLI E J. STIGLITZ

Due articoli usciti recentemente sulla fase attuale di crisi della globalizzazione:
il primo è di B. VALLI (L'espresso, 14 maggio 2017)


Il secondo è di J. STIGLITZ, premio Nobel per l'economia nel 2001 (Internazionale, 12-18 maggio 2017)



domenica 16 aprile 2017

LAVORO E ORARI DI LAVORO. IL CASO SERRAVALLE. D. DI VICO, Outlet aperti e lavoro domenicale: ma quali liberalizzazioni selvagge?, CORRIERE DELLA SERA, 15 aprile 2017

La vera e strabiliante notizia di ieri è questa: nel Paese dove una maggioranza di governo, a parole liberal, non riesce ad approvare un provvedimento-omnibus sulla concorrenza si scatena nei giorni di Pasqua uno sciopero contro «le liberalizzazioni selvagge». La contraddizione è così evidente che merita non solo di essere raccontata ma anche un minimo di indagine per capire come siamo finiti in questa deriva schizofrenica. 

NUOVE SCHIAVITU'. AFRICA, GONGO. A. NICASTRO, Congo, l’inferno del Coltan e la manodopera della disperazione, CORRIERE DELLA SERA, 15 aprile 2017

l coltan è un minerale di superficie e per estrarlo non bisogna fare costosi tunnel di chilometri. È raro, si trova in Congo e in pochi altri Paesi. E soprattutto è indispensabile per i nostri smartphone e per l’industria aerospaziale. Facile, prezioso, utile: tre vantaggi che ne fanno il bancomat della giungla, disponibile per chi abbia un esercito privato, sia guerrigliero o militare corrotto. 

venerdì 14 aprile 2017

SVEZIA. LAVORO E AUTOMAZIONE. IL CYBER-LAVORATORE. A. SIGNORELLI, L’azienda che trasforma i suoi dipendenti in cyborg, LA STAMPA, 14 aprile 2017

I dipendenti di Epicenter, incubatore svedese di startup digitali con sede a Stoccolma, sono in grado di aprire le porte, far partire le stampanti e ordinare bibite al bar con un semplice cenno della mano. Merito di un chip poco più grande di un chicco di riso che viene installato nella mano – per la precisione tra il pollice e l’indice – dei dipendenti e dei membri delle startup che lavorano nell’hub di Stoccolma. 

martedì 4 aprile 2017

CONDIZIONI DI LAVORO IN AMAZON. M. DI FAZIO, «Psicofarmaci, depressione, attacchi di panico: la vita da operaio di Amazon per essere veloce, L'ESPRESSO, 4 aprile 2017

utti compriamo su Internet, ma spesso poco sappiamo delle condizioni di lavoro al di là del pc e dello smartphone all’interno del colosso mondiale dell’eCommerce. Chi gestisce gli ordini a flusso incessante (milioni solo nel nostro Black Sunday) di Amazon? Chi lavora nei tre turni quotidiani del suo più grande stabilimento italiano ed europeo, a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza? E qual è lo stato dell’arte dei loro diritti, a un anno dal timido ma storico ingresso dei sindacati nei suoi quasi 90 mila quadri di magazzini?

domenica 26 marzo 2017

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE SENZA CAPO. SVEZIA. F. THOMAN, L’azienda dove nessuno comanda «Il capo? Qui è inutile», CORRIERE DELLA SERA, 25 marzo 2017

Tolto il capo non se ne fa un altro. Ognuno (o nessuno) è il numero uno dell’azienda. «È stato molto facile, naturale, l’amministratore delegato stesso ha finito per ammettere la sua inutilità. Non basta soltanto “eliminarlo”. Prima serve che sia inutile». Così parla della sua azienda Tomas Björkholm. Consulente nel campo software specializzato in organizzazioni agili.

venerdì 17 marzo 2017

LAVORO AUTOMAZIONE DISOCCUPAZIONE. M. GAGGI, Gli avvocati-robot rubano il lavoro? CORRIERE DELLA SERA, 17 marzo 2017

Inevitabile: dopo il robot operaio e quello chirurgo, TurboTax che ti fa la dichiarazione dei redditi al posto del fiscalista e i giornali Usa che cominciano a far scrivere gli articoli meno complessi a una macchina, arriva anche «robolawyer», l’avvocato-robot. Mentre Trump continua a suonare la grancassa del rilancio dell’occupazione ingiungendo alle industrie che hanno costruito fabbriche all’estero di riportarle negli Usa senza preoccuparsi se i vecchi impianti da duemila operai vengono rimpiazzati da nuove fabbriche automatiche con un centinaio di addetti, l’onda lunga dell’impatto della tecnologia sul mercato del lavoro raggiunge anche i suoi professionisti preferiti: gli avvocati. 

mercoledì 8 febbraio 2017

LAVORO E SUICIDIO GIOVANILE. A. PASQUALETTO, Udine, la lettera del 30enne suicida: «La mia generazione è perduta. Mai un lavoro, vi dico addio», CORRIERE DELLA SERA, 8 febbraio 2017

La lettera in cui un 30enne spiega il suo suicidio. «Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili. Troppi no. Di no come risposta non si vive, di no si muore...» Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi... La felicità Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità

domenica 29 gennaio 2017

LOMBARDIA. ITALIA. LA SCOMPARSA DEL LAVORO IN FABBRICA. L. DE VITO, Lombardia, la crisi infinita del lavoro: per 19mila tute blu è scomparsa la fabbrica, LA REPUBBLICA, 29 gennaio 2017

Fabbriche che chiudono, interi settori di produzione che scompaiono, migliaia di lavoratori licenziati. La crisi per il settore industriale in Lombardia non si è mai fermata, come dimostrano i dati della Fiom sugli esuberi in regione. Negli ultimi tre anni ci sono stati circa 19mila metalmeccanici licenziati, di cui 4.827 nell'arco del 2016. Numeri che parlano di una crisi difficilissima da superare e di cui si fatica a vedere la fine: nel solo mese di dicembre scorso ci sono stati 627 licenziamenti, di cui solo 176 nel distretto milanese.

lunedì 16 gennaio 2017

IL FUTURO DEL LAVORO E L'AUTOMAZIONE. F. SAVELLI, I robot al posto dei manager La profezia di Mc Kinsey, CORRIERE DELLA SERA, 16 gennaio 2017

Percezione sensoriale. Capacità cognitive. Elaborazione del linguaggio. Capacità di leadership. Mobilità. McKinsey crede che l’automazione industriale sarà talmente invasiva che i robot del 2050 vestiranno in giacca e cravatta. Potranno sostituire i manager e prendere decisioni strategiche per le aziende. Perché dotati di creatività e di intelligenza emotiva. 

lunedì 9 gennaio 2017

AVANZA ANCORA IL MERCATO LIBERO (STAVOLTA DI LUCE E GAS). S. RICCIO, Luce e gas, con il mercato libero: addio ai prezzi fissi in bolletta, LA STAMPA, 9 gennaio 2017

Si avvicina la fine del mercato di luce e gas a maggior tutela. Nel 2018 (ma bisogna già cominciare a pensarci ora, approfittando di un 2017 di transizione) sarà definitivamente «disattivato» quel meccanismo di prezzi fissi, stabiliti dall’Authority, che finora ci ha garantito bollette calmierate del 20-30 per cento. Un primo assaggio di quel che ci aspetta si potrà avere già da quest’anno. Da gennaio è, infatti, possibile «testare» il nuovo mercato libero. L’Autorità per l’energia ha ideato «Tutela Simile». Si tratta di una specie di Monopoli delle bollette che permetterà alle famiglie di avvicinarsi al nuovo sistema e prendere così mano con il meccanismo del mercato libero delle tariffe.  

mercoledì 4 gennaio 2017

DISCONNETTERSI DAL LAVORO. D. DI VICO, Disconnettersi dal lavoro è un diritto, ma senza legge, CORRIERE D. SERA, 3 gennaio 2017

Farà certamente discutere che i primi siano stati i francesi ma dall’inizio del gennaio 2017 Parigi si è dotata di una nuova norma tesa a difendere i lavoratori dall’onnipresenza e invadenza della tecnologia. Si tratta del cosiddetto «diritto di disconnessione» e sancisce la possibilità da parte di un dipendente di poter staccare i suoi device tecnologici e di non rispondere nemmeno alle telefonate dell’azienda. Figuriamoci alle mail. Il provvedimento fa parte di un pacchetto più ampio di norme sul lavoro — approvato dopo forti contrasti nella tarda primavera del 2016 — ma è il diritto a spegnere lo smartphone quello destinato ad animare il dibattito anche al di là delle frontiere transalpine. In Italia la norma è ancora poco conosciuta e solo così si spiega che non sia partita l’ennesima querelle.