venerdì 23 gennaio 2026

HOMOPLOUTIA. LA DISTRUZIONE DELL'UGUAGLIANZA E DELLA MOBILITA' SOCIALE. FAGOTTO F. M., Homoploutia e eugenetica suprematista, 23 GENNAIO 2026

 

Homoploutia. Merita qualche attenzione questa parola coniata da due economisti, Berman e Milanovic.

Con essa si definisce una classe sociale che si è arricchita grazie a redditi da lavoro e da capitale. 

Milanovic parla di una élite del lusso, lusso da Hotel Plaza.

LEGGI L'ARTICOLO DEI DUE AUTORI


È una classe molto ristretta e, come indica il nome, caratterizzata dal fatto che le ricchezze accumulate verranno ereditate dai figli e così via, ostacolando quella mobilità sociale una volta (ma per poco) appannaggio anche di altre classi sociali. Insomma, le ricchezze (ploutia) resteranno all'interno dello stesso (homo) ramo genealogico, una specie di tentativo  di creare una classe su base eugenetica, separata dalle altre e destinata a riprodursi endogamicamente o artificialmente viste anche le tecnologie a disposizione di questi ceti privilegiati.


Che le brandiscono come veri e propri sostituti di quel Dio a cui nessuno crede più da tempo, una Tecnica che ha assunto le sembianze di una nuova religione.

Una classe sociale sempre stata presente, seppure in forme diverse, in un Paese come gli Usa, attraversato fin  dalle sue origini da confusi fermenti settari, religiosi, messianici, apocalittici.

Fermenti ben rappresentati dal memoir di J.D. Vance, Elegia americana. In cui si sostiene che i gravi problemi sociali in cui è precipitata l'America “sono un puro frutto di scelte individuali sbagliate e colpevoli. La salvezza è destinata solo a coloro che se la meritano e, come tale, vede negli sconfitti, dei responsabili delle proprie sofferenze più che delle vittime”

Una classe riapparsa in questi decenni post-comunisti e di cui c'era stato sentore (passato inosservato) quando, in California, il laboratorio in cui si tenta di riprodurre queste specie sociali, dopo il 2010, si erano verificati strani casi di suicidi fra gli adolescenti ricchi di quello stato. 

Motivo? I genitori, preoccupati di vedere crescere eredi non in grado di saper gestire e aumentare le proprie ricchezze, avevano investito i propri figli di aspettative ed ansie oltre misura. Per cui molti di loro non ce l'avevano fatta a sopportare questo carico di responsabilità prima del tempo, finendo stritolati in un sistema psico-sociale concorrenziale mortifero.

Una classe avvistata già e ritenuta responsabile dei maggiori mali del mondo nelle manifestazioni americane di “Occupy Wall street”: nei cartelli dei dimostranti si ricorderanno le due percentuali contrapposte, l'1% straricco e il 99% povero.

Cosa si nasconde dietro a questo desiderio eugenetico? Probabile la paura del meticciamento post globalizzazione; la scoperta che i desideri, e non più solo i bisogni, sono simili in ogni individuo di specie umana; il ritrovarsi, insomma, a sognare gli stessi sogni dell'ultimo migrante fuggito dalla miseria di qualche landa sconosciuta di un mondo divenuto, via via, sempre più uguale.

   Un economista liberista come G. Baker aveva individuato nel capitale umano la risorsa principale per potersi affermare sul piano economico e sociale. Educazione e intraprendenza diventavano due motori essenziali per realizzare questo obiettivo. E chi c'è di più intraprendente del migrante? Capace di abbandonare il proprio paese, le origini, le abitudini, gli affetti, mettendosi a disposizione di meccanismi non sempre legali pur di vedere migliorare la propria condizione materiale di esistenza?

E cosa serve, se non innovazione e conoscenza, per modificare nel profondo ciò che condiziona e limita l'esistenza umana? Da cui l'importanza di scienza e tecnica unite in direzione di questo progetto di completa domesticazione e assoggettamento della natura (altro esempio di queste tendenze, le spese faraoniche di un altro miliardario americano investite ogni anno in tecniche e programmi per bloccare l'invecchiamento).

Così, con questi intenti eugenetici e suprematisti, Musk può aver difeso i visti H-1B che selezionavano migranti forniti di competenze specialistiche e di talenti elevati da impiegare nelle avveniristiche imprese sue e di altri. Competenze e talenti che i super ricchi californiani speravano di veder svilupparsi nei loro eredi fin dalla adolescenza.

   L'ideologia suprematista trumpiana ha prodotto anche l'idea che in giro per il mondo siano in atto attacchi globali contro i bianchi. Così,  in Sudafrica, troviamo il caso di quanti abbiano fatto domanda per ottenere  un visto per gli Usa stante, così dicono di sentirsi, le loro condizioni di perseguitati. Gli stati americani pronti ad accogliere queste richieste sono “stati agricoli, molto repubblicani e molto bianchi, tipo Idaho, Alabama, Missisippi” (Burocco).

I programmi eugenetici, d'altra parte, non furono appannaggio del solo nazismo. Anche altri stati percorsero queste strade. 

Nel 1917 il Congresso americano “emanò una legge che ammetteva negli Usa solo chi sapeva leggere e scrivere e poteva pagare una tassa di ingresso. Nel 1921 un altro atto pose dei limiti numerici: non più  di 358.000 visti l'anno e nel 1924 furono imposte delle quote a seconda della provenienza, più liberali per chi proveniva da Gran Bretagna e Europa occidentale, molto restrittivo verso l'Europa centro-meridionale e il resto del mondo. Motivazioni? Alcune simili (“criminali”), altre oggi impronunciabili (mantenere la prevalenza di bianchi nordeuropei della popolazione)” (De Nicola, 2025)


De Nicola, La ricetta MAGA bocciata dalla storia, La stampa, 23.01.2025

Burocco L. Afrikaner, uno status a parte. Intervista con L. Landau, Il manifesto, 16.05.2025

Nessun commento:

Posta un commento