L e auto rallentano lungo la provinciale che costeggia le risaie di Lumellogno, appena fuori città. Qualche finestrino si abbassa: vedere le mondine al lavoro nell’epoca degli agrofarmaci non è più così comune, neppure per i novaresi. «Ma le mondine come le intendete voi qui non ci sono più da trent’anni» ride Giuseppe Ferraris, storico risicoltore di Novara. Quei puntini piegati sotto i cappelli di paglia a cono sono uomini, sono cinesi e nella pianura padana hanno un ruolo particolare: ripulire dagli infestanti le risaie dove i prodotti chimici sono banditi, quelle dove si produce il riso biologico ma soprattutto quelle in cui vengono prodotti i semi da utilizzare per la stagione successiva. Un lavoro di fino, dicono i risicoltori, dove i braccianti che hanno nel Dna una cultura millenaria legata a questo cereale sono i più preparati.
