lunedì 29 luglio 2024

AGRICOLTURE ITALIANE. LE RISAIE E I CINESI. FAGNOLA E., L’estate dei “mondini” cinesi nelle risaie più pregiate d’Italia, LA STAMPA, 27.08.2016

e auto rallentano lungo la provinciale che costeggia le risaie di Lumellogno, appena fuori città. Qualche finestrino si abbassa: vedere le mondine al lavoro nell’epoca degli agrofarmaci non è più così comune, neppure per i novaresi. «Ma le mondine come le intendete voi qui non ci sono più da trent’anni» ride Giuseppe Ferraris, storico risicoltore di Novara. Quei puntini piegati sotto i cappelli di paglia a cono sono uomini, sono cinesi e nella pianura padana hanno un ruolo particolare: ripulire dagli infestanti le risaie dove i prodotti chimici sono banditi, quelle dove si produce il riso biologico ma soprattutto quelle in cui vengono prodotti i semi da utilizzare per la stagione successiva. Un lavoro di fino, dicono i risicoltori, dove i braccianti che hanno nel Dna una cultura millenaria legata a questo cereale sono i più preparati.


Foto dall'articolo riportato


AGRICOLTURE ITALIANE. LE RISAIE E I CINESI. QUAGLIA G., Mondini cinesi cercansi per salvare il riso italiano, AGROMAGAZINE, 31.07.2015

 Cappelli di paglia, otto-dieci ore al giorno in risaia. Le mondine? Ma no, sono i cinesi, ormai parte integrante del paesaggio agricolo della pianura piemontese e lombarda. Non è una novità: soltanto loro, in piena estate, sono rimasti a solcare la risaia silente nel difficilissimo lavoro di selezione del riso da seme. Con l’occhio allenato da una tradizione millenaria tramandata, gli ex contadini della Repubblica Cinese risolvono il problema che affligge la coltivazione del riso Made in Italy, rappresentato dalla presenza del riso selvatico (meglio noto come Crodo) che cresce numeroso in campo accanto alle pannocchie autentiche del cereale. Sono ex perché ormai da parecchi anni emigrati in Italia, occupati quasi tutti nei ristoranti e nelle pizzerie delle città, soprattutto Milano. La selezione del riso da seme avviene tra luglio e settembre, prima della mietitura: approfittano del periodo di ferie o di chiusura estiva dei locali per diventare risaioli stagionali. 

lunedì 15 luglio 2024

SWIFTECONOMICS. MUSICA CONSUMISMO ECONOMIA E SOSTENIBILITA' AMBIENTALE. TALIGNANI, G. Concerti green, l'impatto ecologico (diverso) di Coldplay e Taylor Swift, LA STAMPA, 15.07.24

 inizio anno un professore della University of Pennsylvania, Joseph Romm, con un articolo pubblicato sul portale dell'ateneo auspicava questo: la trasformazione di Taylor Swift in una eroina del clima. Scriveva, Romm, che con pochi specifici passi, dall'investire nella causa climatica sino a cantare testi capaci di parlare del surriscaldamento globale, la superstar americana con la sua potenza mediatica ed economica potrebbe indirizzare i governi ad agire per il clima e spingere milioni di persone a un voto per salvaguardare il Pianeta. Eppure, ricordava lo stesso ricercatore, per ora la famosissima pop star americana è ancora troppo lontana - per l'impatto dei suoi concerti e per stile di vita - da una figura capace di guidare il cambiamento ecologico necessario. L'occasione per osservare questa lontananza, ma anche per capire dove potrebbe arrivare chi ormai ha perfino un'economia direttamente legata al suo nome (la Swifteconomics), quest'anno la offre l'Italia, dove in date quasi parallele si sono esibiti Taylor Swift (doppio concerto a Milano) e i Coldplay in più giorni a Roma. Proprio quest'ultimi, da anni attenti all'impatto ambientale dei loro concerti, hanno e stanno mostrando agli oltre 280mila spettatori italiani spalmati su più date, come anche i grandi eventi musicali possono provare a innescare un cambiamento in termini di sostenibilità.

giovedì 11 luglio 2024

JOBS ACT E SENTENZE DI STATO. TAMBASCO D., Demansionamento a lavoro, i quattro quadranti del Consiglio di Stato picconano il Jobs Act, IL FATTO, 10.07.2024

 Mentre la politica discute sull’opportunità del referendum abrogativo del Jobs Act presentato dalla Cgil, una nuova “picconata” si abbatte sulla disciplina a suo tempo fortemente voluta dal governo Renzi (e già criticamente commentata su questo blog), stavolta da parte dei giudici di Palazzo Spada. Facciamo riferimento a una sentenza del Consiglio di Stato (sez. II, 12 marzo 2024, n. 2354) che, nel decidere la controversia tra un funzionario della Polizia e il Ministero dell’Interno, ha enunciato un importante principio in materia di modifica delle mansioni lavorative (cosiddetto ius variandi).