KIKUKULA 4 ECONOMIE
"Dai quanto ricevi e tutto andrà bene"
venerdì 23 gennaio 2026
HOMOPLOUTIA. LA DISTRUZIONE DELL'UGUAGLIANZA E DELLA MOBILITA' SOCIALE. FAGOTTO F. M., Homoploutia e eugenetica suprematista, 23 GENNAIO 2026
Homoploutia. Merita qualche attenzione questa parola coniata da due economisti, Berman e Milanovic.
Con essa si definisce una classe sociale che si è arricchita grazie a redditi da lavoro e da capitale.
Milanovic parla di una élite del lusso, lusso da Hotel Plaza.
LEGGI L'ARTICOLO DEI DUE AUTORIÈ una classe molto ristretta e, come indica il nome, caratterizzata dal fatto che le ricchezze accumulate verranno ereditate dai figli e così via, ostacolando quella mobilità sociale una volta (ma per poco) appannaggio anche di altre classi sociali. Insomma, le ricchezze (ploutia) resteranno all'interno dello stesso (homo) ramo genealogico, una specie di tentativo di creare una classe su base eugenetica, separata dalle altre e destinata a riprodursi endogamicamente o artificialmente viste anche le tecnologie a disposizione di questi ceti privilegiati.
sabato 6 dicembre 2025
POLITICHE INDUSTRIALI E ECONOMIA ITALIANA. AGOSTINELLI M., La classe operaia dimenticata: o l’Italia fa il salto o perderà la sua politica industriale, IL FATTO, 4.12.2025
La cronaca giornaliera è percorsa dalle manifestazioni degli operai ILVA di Genova e Taranto, da diffuse vertenze sull’occupazione in molte parti del Paese, ma l’opinione pubblica ne è colpevolmente distratta. Quella che era una volta una componente centrale della nostra società – la classe operaia – sembra svanire nelle preoccupazioni di una società in affanno e pericolosamente trascinata sul crinale irresponsabile di un riarmo in previsione di una guerra.
sabato 8 novembre 2025
CRISI ECONOMICA, TEORIE ECONOMICHE, NEOLIBERISMO. BORTOLON M., Il solito liberismo a fronte del collasso, IL MANIFESTO, 7.11.2025
«Non si è ancora percepito in pieno il senso di urgenza di questo momento. Non possiamo più perdere un minuto: l’Europa rischia di essere schiacciata tra Usa e Cina. Non si tratta solo di evitare la deindustrializzazione della Ue. La posta in gioco è più alta: è a rischio il nostro modello di società. In Europa, e anche in Italia». Difficile esprimere meglio le difficoltà italiane e del continente intero. Le parole, riportate dal Sole 24-Ore, sono di Stefano Pan, vicepresidente di Confindustria, e dovrebbero esprimere lo scenario che fa da sfondo all’incontro delle tre principali associazioni padronali europee: gli italiani, i francesi del Medef, i tedeschi del Bdi.
