venerdì 3 aprile 2015

L'ECONOMIA SECONDO LA CHIESA CATTOLICA. S. MAGISTER, Parolin batte moneta, L'ESPRESSO, 3 aprile 2015

Il 31 marzo, alla vigilia della firma della convenzione tra la Santa Sede e il governo italiano in materia fiscale, il cardinale Pietro Parolin ha tenuto a Palazzo Maffei Marescotti a Roma una “lectio” sul tema “Moneta e impero”, in occasione dell’uscita del numero speciale così titolato della rivista di geopolitica “Limes“.

lunedì 30 marzo 2015

IL COSTO DEL LAVORO IN EUROPA. REDAZIONE, Ue, un'ora di lavoro costa da 3,8 a 40,3 euro. La foto della frammentazione, REPUBBLICA, 30 marzo 2015

Cresce il costo del lavoro in Italia, ma meno del resto dell'Eurozona, con un'incidenza delle voci non salariali che resta ai massimi livelli nel Vecchio continente. In attesa di vedere come le iniziative promosse dalla Legge di Stabilità 2015 hanno inciso sul costo del lavoro, con i dati del prossimo anno, quelli di Eurostat relativi al 2014 scattano una perfetta fotografia alla frammentazione del Vecchio continente, dove un'ora di lavoro può costare tra i 3,8 euro della Bulgaria e i 40,3 euro della Danimarca (senza contare che in Norvegia si sale oltre 50 euro). A ulteriore testimonianza di quanto sia difficile parlale di una Unione reale dal punto di vista economico e scattare l'istantanea che più di ogni altra spiega per quale ragione ci sia stata una corsa sfrenata alla delocalizzazione, soprattutto quando la crisi ha morso di più.

mercoledì 25 marzo 2015

LAVORO MINORILE NEL MONDO. DACCA E LA FABBRICA DI MATTONI. Dacca, la città dove si fabbricano i mattoni, CORRIERE DELLA SERA, 25 marzo 2015

Dacca, la capitale del Bangladesh, è anche conosciuta come «la città dei mattoni». Sono oltre 12mila le industrie che qui producono i mattoni con cui vengono costruite la maggior parte delle abitazioni. 


martedì 24 marzo 2015

DEBITI CANCELLABILI. ITALIA E TUNISIA. REDAZIONE, Tunisia, Gentiloni: l’Italia cancella il debito di 25 milioni di euro, CORRIERE DELLA SERA, 24 marzo 2015

La prima parte, quella economia, il nostro Paese l’ha fatta: cassando il debito che la Tunisia aveva con l’Italia, e che ammontava a 25 milioni. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in visita a Tunisi: «Il presidente Essebsi - ha aggiunto il ministro - ci ha chiesto due cose: un impegno economico e la cooperazione nel settore della sicurezza e della lotta al terrorismo». Sul piano economico, oltre al debito, «lavoreremo insieme alla Francia - ha annunciato Gentiloni- per coinvolgere l’Unione Europea inserendo nel piano Juncker la possibilità di interventi in Tunisia. Per esempio - ha spiegato il ministro - l’Elmed, un collegamento sottomarino tra Sicilia e Tunisia, progetto di Terna e Steg, società tunisina dell’energia, potrebbe essere uno dei progetti finanziati».