Anniversario amaro per il governo Renzi. Nel decennale del giuramento al Quirinale la Corte costituzionale ha per l’ennesima volta fatto a brandelli la sua riforma spot, il Jobs act. E dire che il segretario di Italia viva si era impegnato, com’è nel suo stile, a ricordare la data a tutti e si aspettava che tutti la ricordassero. Ieri mattina aveva dispiegato i mezzi in suo possesso, newsletter, social, il Riformista (che non dirige più ma su cui ancora detta la linea) per elencare i successi del suo governo, che proprio il 22 febbraio 2014 entrava in carica. «Noi facevamo le riforme, non solo i tweet», scrive giusto sull’ex twitter, e poi le sciorina tutte: quelle solo propagandate su slide, quelle annunciate e poi ritirate, quelle bocciate come la riforma costituzionale, quelle contestate come la Buona Scuola, quelle fallimentari come gli 80 euro, quelle venute dopo e quelle ideate prima.

