mercoledì 6 luglio 2022

CRISI BELLICA E ENERGETICA. FRANCIA. DEL CORNO, La Francia sale al 100% del colosso energetico Edf. Il governo: “Dobbiamo controllare il nostro futuro energetico”, IL FATTO, 6 luglio 2022

 In Francia il governo ha annunciato oggi la completa nazionalizzazione di Edf (Électricité de France, una sorta di Enel francese) di cui già deteneva una quota dell’84%. La compagnia elettrica era stata in piccola parte privatizzata da Nicolas Sarkozy. “L’emergenza climatica richiede decisioni forti e radicali. Dobbiamo avere il pieno controllo della produzione e del nostro futuro energetico. Dobbiamo garantire la nostra sovranità di fronte alle conseguenze della guerra e alle colossali sfide che ci attendono”, ha affermato il primo ministro Elisabeth Borne durante il suo discorso politico in parlamento a Parigi. “Ecco perché confermo oggi l’intenzione dello Stato di detenere il 100% del capitale di Edf”. Il gruppo è alle prese con un oneroso e difficile piano di ammodernamento e sviluppo delle sue numerose centrali nucleari (da cui proviene il 69% dell’elettricità consumata in Francia) oltre che con l’ampliamento di impianti eolici e fotovoltaici. Il gruppo ha un indebitamento di 43 miliardi di euro e lo scorso aprile era stato ricapitalizzato per oltre 3 miliardi. Vale in borsa 33 miliardi di euro. Dopo la notizia le quotazioni si sono impennate a + 10%. “Anche la Francia deve prepararsi a tutti gli scenari riguardanti la fornitura di gas dalla Russia, anche i più difficili”, ha affermato ancora Borne aggiungendo che “Possiamo resistere, ma tutti dovranno agire”.

sabato 28 maggio 2022

I CONSUMI DEGLI ITALIANI. S. RICCIO, Consumi, gli italiani non spendono più (-12%): resistono viaggi e vacanze, LA STAMPA, 27 maggio 2022

 ell’ultimo mese la propensione all’acquisto degli italiani è calata dell’11,8% confermando l’andamento negativo già evidente dallo scorso marzo dopo 4 mesi consecutivi di crescita. È quanto rilevato dall’Osservatorio Findomestic di maggio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra. La crisi in Ucraina così come i timori per l’impennata dell’inflazione stanno trascinando al ribasso (tra il -2 e il -25%) tutti i comparti monitorati. A tenere è soltanto quello di “viaggi e vacanze” che resiste in vista dell’estate (+1,1%). Ciò nonostante, le intenzioni d’acquisto rimangono complessivamente su livelli superiori al pre-covid.

giovedì 26 maggio 2022

RAPPORTO SULLE DISUGUAGLIANZE NEL MONDO. R. PETRELLA, Il rapporto Oxfam e la battaglia contro gli impoveritori, IL MANIFESTO, 25 maggio 2022

 È tempo di smetterla di mantenere, anche senza volerlo, l’idea che la disuguaglianza, rispetto ai diritti alla vita, in particolare la povertà, sia un fenomeno «naturale», inevitabile, insolubile, se non localmente e per certe categorie sociali. Dobbiamo riaffermare che la povertà è un processo, una costruzione sociale, il risultato dei processi d’impoverimento, provocati e mantenuti dai gruppi sociali dominanti, per l’appunto gli «impoveritori».

LA CRISI DELLA SINISTRA FOLGORATA SULLA TERZA VIA DI T. BLAIR. L. PENNACCHI, Il salario scomparso nella deriva della Terza via, IL MANIFESTO, 26 maggio 2022

 E una questione salariale che ha perduto centralità nel dibattito politico. In realtà la questione è più grave e generale perché riguarda l’intera problematica del lavoro, da decenni gravata da un “oscuramento teorico” che è causa ed effetto della sua crescente “invisibilità politica”. La mancata illuminazione teorica della problematica del lavoro è all’origine dell’omissione, anche da parte della sinistra, di un compito cruciale – rappresentare e mediare i conflitti sociali –, a sua volta alla base della perdita di autorevolezza e autorità della politica italiana, anche quella di sinistra. Tutto ciò è importante in sé e spinge a chiedersi: perché i processi di svalutazione del lavoro sono stati così poco contrastati anche sul piano teorico e culturale? Perché ci si è attardati nella puerile esaltazione della “fine del lavoro”? Perché, anche a sinistra, si è stati così frettolosi nell’archiviare il Novecento, “secolo del lavoro”?