Da giugno ad agosto non si sono fermati gli scioperi nell’industria tessile del Bangladesh, la miniera d’oro di braccia per i colossi dei marchi di abbigliamento più venduti del pianeta, compresi quelli della moda italiana.
sabato 2 luglio 2016
BANGLA DESH ED ECONOMIA DEL TESSILE. V. NAVARRO, Quello che non si dice a proposito del Bangladesh, http://www.vnavarro.org/
Articolo pubblicato da Vicenç Navarro nella rubrica “Dominio Publico” del quotidiano PÚBLICO, il 23/05/2013
In questo articolo si analizzano le cause della povertà del Bangladesh e si mettono in questione molte delle argomentazioni riportare dai mezzi d’informazione di maggior diffusione. Il maggior problema del Bangladesh (il paese più povero al mondo assieme ad Haiti) non è la mancanza di risorse, ma il loro controllo. Nonostante la maggior parte della sua popolazione sia molto povera, il Bangladesh non è un paese povero.
BANGLA DESH ED INDUSTRIA DEL TESSILE. N. FERRO, BANGLADESH, L'EREDITA' DEL TESSILE CINESE, AGICHINA, 16 maggio 2013
Shanghai, 16 mag. - Nel maggio del 2000 discutevo la tesi di laurea sulla microfinanza in Bangladesh. Nell'analisi cercavo di identificare i motivi per cui il paradigma dell'inclusione finanziaria, che prometteva di superare le logiche assistenziali che hanno guidato la cooperazione allo sviluppo per decenni, avesse visto la luce in uno dei paesi più poveri della terra. Mi soffermavo inoltre, sulle variabili sociologiche che volevano nelle donne, musulmane e prive di istruzione, le attrici principali di quella che prometteva essere una rivoluzione.
BANGLA DESH ED ECONOMIA DEL TESSILE. M. QUARANTELLI, Bangladesh, strage di lavoratori tessili. E le foto “accusano” Benetton, IL FATTO, 30 aprile 2013
Una camicia di colore scuro, sporca di polvere, fotografata tra le macerie. Sul tessuto, l’etichetta verde acceso, inconfondibile: “United Colors of Benetton“, recita la scritta. Dalle macerie delRana Plaza, il palazzo di otto piani alla periferia di Dacca, inBangladesh, che lo scorso mercoledì si è sbriciolato uccidendo almeno 381 operai, cominciano ad affiorare le prime verità. Le fabbriche tessili che avevano sede nel palazzo, e i cui dipendenti lavoravano in assenza delle più elementari condizioni di sicurezza, producevano capi di abbigliamento per conto di multinazionali occidentali, tra cui a quanto pare Benetton.
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